SCANDALO IN ORIENTE
La triste eliminazione dell'Italia ad opera della
Corea del Sud, dell'arbitro, della FIFA e soprattutto di se stessa
L'aria
che tirava sulla Nazionale italiana non era delle migliori, questo lo
si sapeva. Da qui a pensare che dovessimo essere estromessi in modo così
antipatico e truffaldino, comunque ce ne passava un bel po'.
In questi
giorni si discute, non senza qualche vittimismo eccessivo, di una partita
che nessuno a memoria d'uomo, ricorda così falsata da un arbitro.
Il signor Byron Moreno della federazione ecuadoriana si è dimostrato
un totale incompetente annullando il golden-gol di Tommasi, espellendo
Totti per una simulazione che non c'era, distribuendo cartellini gialli
inizialmente soltanto ai nostri, lasciando invece correre le rudezze dei
coreani padroni di casa. Già, un incompetente, ma secondo molti
sembra quasi che quello che è successo all'Italia fosse scritto
nelle segrete stanze della Fifa.
In effetti il sospetto è venuto un po' a tutti, visto che in precedenza
ci avevano annullato quattro gol buoni e che le decisioni arbitrali non
erano mai state troppo a nostro favore. Aggiungiamoci poi, che altre squadre
come Francia, Spagna, Portogallo, solo per citare qualche esempio, si
erano lamentate di atteggiamenti fin troppo di parte dei direttori di
gara nei confronti delle piccole squadre e dei padroni di casa. Proviamo
a capire il perché di questo accanimento: Blatter, presidente della
Fifa più volte accusato di svolgere il suo lavoro in modo non molto
limpido, ha ottenuto la rielezione grazie ai voti del Brasile e delle
federazioni minori, sembra dunque uno sdebitarsi con questi paesi.
Ipotesi di complotto, che non giustificano comunque Trapattoni, colpevole
di aver messo in campo 4 volte su 4, una squadra votata più a difendere
che ad attaccare; con i fior di attaccanti che il Trap aveva portato in
Oriente, giocare così è un delitto, anzi un suicidio. Dunque
va bene lamentarsi un po', ma senza scadere nell'assoluto vittimismo.
D'altra
parte si può comunque fare la considerazione che dalle 8 squadreimpegnate
nei quarti di finale, non abbiamo visto giocare un calcio molto spettacolare,
forse il Senegal è la compagine che ha offerto qualcosa in più
rispetto alle altre. Se supera l'ostacolo Inghilterra, il Brasile è
la logica favorita, seguito a ruota da Spagna e Germania,sempre che gli
arbitri non facciano qualche altro regalo a Corea e USA.
Il Senegal se la vedrà con la Turchia, che a livello di federazione
conta molto più di noi, visto che si è fatta assegnare Collina
contro il Giappone e ovviamente non ha ricevuto nessun trattamento "di
sfavore".
A proposito di federazione, la nostra è assente, le parole di Franco
Carraro subito dopo la disfatta ne sono un'evidente prova ("parlerò
dell'arbitro al mio rientro in Italia", perché?).
Ora sono tutti sotto accusa, a partire dal CT, che potrebbe essere rimpiazzato
da Gentile, scelta un po' azzardata, vista la somiglianza tattica con
Trapattoni, la poca esperienza internazionale e il carattere non proprio
facile del campione del mondo dell'82
IL PAGELLONE
MONDIALE
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10 a COLLINA: si è dimostrato
il miglior arbitro del mondo, senza subire condizionamenti, ha assistito
all'eliminazione del Giappone ad opera della Turchia, probabilmente
arbitrerà la finale, e allora ci viene spontanea una considerazione:
noi critichiamo tanto gli arbitri di casa nostra, ma siamo sicuri
che i vari Braschi, Cesari, Rosetti sarebbero stati superiori di gran
lunga rispetto ai semidilettanti provenienti non solo da paesi esotici,
ma anche da federazioni con nomi illustri. |
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9 a BLATTER: la vecchia volpe del
calcio mondiale. E' riuscito a portare ai quarti le squadre di tutti
e 4 i continenti impegnati nella fase finale. Un ritorno notevole
a livello economico e d'immagine. Insomma Blatter esce da questi mondiali
,in una posizione di forza assoluta. Il voto alto è per lui
e per come ha fatto bene le cose per se stesso
.per il resto,
è ironia. |
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8 al SENEGAL: il gioco di questa
squadra, comunque andrà a finire il mondiale, resterà
una delle poche cose belle viste nella rassegna iridata. Spumeggianti,
spesso ingenui e fallosi, ma perennemente a cercare il gol. Del Senegal
del francese Metsu sono piaciute queste caratteristiche e le individualità
messe in mostra, che stanno già scatenando gli operatori di
mercato di tutta Europa. |
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7 all'INGHILTERRA: è andata
migliorando, dopo una partenza stentata. Eriksson è come un
diesel, parte piano, ma poi ingrana. Con il miglior Owen gli inglesi
potrebbero anche vincere il Mondiale,ma sulla strada hanno subito
il Brasile, quasi una finale anticipata. |
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6 al BRASILE: logico favorito dopo
le varie esclusioni illustri, non ha fatto vedere granchè,
se non i suoi fuoriclasse più celebrati: Rivaldo e Ronaldo.
Aiutato da Blatter e dagli arbitri, si è giovato di un calendario
finora particolarmente benigno, che gli riserva l'unico ostacolo serio
nei quarti di finale: l'Inghilterra. Poi, arrivare in finale dovrebbe
essere abbastanza facile. Vincere, anche. |
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5 a TRAPATTONI: non ha saputo gestire
al meglio le risorse che si era portato in Oriente. Ha spesso privilegiato
i gregari, rispetto alle stelle della formazione (non solo Del Piero,
ma anche Montella e Inzaghi). Con certi giocatori si può essere
superiori anche agli errori arbitrali, così non è stato
e la colpa è del vecchio Trap, che ci ha offerto una squadra
spesso stanca, troppo difensivista e priva di fantasia. Se resisterà
fino agli Europei, ci aspettiamo un'inversione di tendenza dal tecnico
azzurro. |
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4 a AHN JUNG HWAN: ha fatto il suo
dovere, il voto è esclusivamente dettato dalla rabbia azzurra.
Il primo coreano a giocare in Italia ci ha combinato un brutto scherzo
con quel golden gol, emulando Pak Doo Ik, nostro eversore nella celeberrima
e troppo riesumata partita con la Corea del Nord nel '66. Gaucci e
Cosmi, timonieri del Perugia, non lo vogliono più, visto che
in 2 anni di calcio italiano ha fatto vedere ben poco; dunque, largo
allo spirito patriottico, Ahn sta bene in Corea o da qualche altra
parte, ma non a Perugia, non in Italia. |
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3 alla TV: d'accordo, i mondiali
si giocavano di mattina e non era facile mettere su delle trasmissioni
serali. Però tra soubrette, polemiche, processi e storielle
inutili, si è salvato ben poco dell'evento mediatico dell'anno.
Aria fritta. |
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2 alle GRANDI SQUADRE: o presunte
tali. Figuracce a ripetizione: Italia, Argentina, Francia, Portogallo,
fuori con poche giustificazioni. Giocatori logori e logorati dalle
mille battaglie dei loro campionati e dell'affollatissimo carnet di
coppe europee, hanno davvero fatto una brutta figura. Sic transit
gloria mundi. |
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1 a CARRARO: poteva risparmiarsi
di prendere il volo per Giappone e Corea. E' arrivato per rappresentare
una federazione inesistente, quella italiana. Scioccanti le dichiarazioni
nel dopopartita. Al rientro in Italia, dice che c'è un complotto
tutto coreano, che l'arbitro è corrotto e che la FIFA non c'entra,
aspettiamo le prove. |
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0 a BYRON MORENO: quell'arbitro
così appesantito e con la faccia di bronzo, lo ricorderemo
a lungo nei nostri peggiori incubi. L'ira di Totti, la rabbia di Di
Livio, Di Biagio, Panucci e Gattuso che lo avrebbero picchiato volentieri,
l'espressione stralunata di Vieri, l'agitazione di Nesta e Del Piero
in panchina e i gesti inconsulti di Trapattoni: l'ecuadoriano più
odiato dagli italiani ha provocato tutto questo. Ma per la FIFA ha
arbitrato bene
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