SCENE DA UN TRIONFO
2-0: Ronaldo torna Fenomeno nella
notte di Yokohama. Germania ko a testa alta. Bilancio di un brutto Mondiale.
Una
volta uscite di scena le logiche favorite di un Mondiale che non aveva
molta logica, c'era rimasta una sola squadra in grado di vincere: il Brasile.
Così è stato. Di questi campionati planetari ci resteranno
in mente le immagini di Cafu che alza al cielo la Coppa del Mondo, in
un tripudio di colori verde-oro e di coriandoli argentati made in Japan.
Ha vinto il Brasile, protagonista di una finale limpida, senza alcuna
contestazione, grazie alla direzione di un Collina sempre più miglior
arbitro del mondo. La Germania ha disputato probabilmente la sua migliore
prestazione di questa kermesse e nel primo tempo ha tenuto testa ai sudamericani,
mettendoli spesso alle corde. Poi, nella ripresa, si è svegliato
Ronaldo, affiancato da un ottimo centrocampo orchestrato alla perfezione
dai semisconosciuti Gilberto Silva e Kleberson e da un Rivaldo non molto
appariscente ma pur sempre pericoloso. Il resto lo hanno fatto i portieri,
decisivi nel bene e nel male: Marcos, mai troppo amato in patria, ha messo
la saracinesca alla porta carioca, Kahn, nominato miglior portiere del
mondiale e candidato al Pallone d'Oro (quello di France Football), ha
invece commesso l'errore fatale ai tedeschi. Il portierone del Bayern,
che si è consolato col Pallone d'Oro dei mondiali, era stato sin
qui perfetto, ma era destino che dovesse crollare proprio davanti al suo
antagonista per l'ambito trofeo di fine anno, Ronaldo appunto.
Doppietta
per l'interista, dopo un primo tempo opaco, e tanti saluti ai teutonici.
E' stato un brutto mondiale, non ci stancheremo di ripeterlo.
Male Francia, Argentina e Portogallo, uscite senza rimpianti, male l'Italia,
con troppi rimpianti: dal furto subito con la Corea, per mano dell'ineffabile
signor Moreno, alle alchimie difensivistiche di un Trapattoni che si è
sorprendentemente rivelato non all'altezza della situazione.
Hanno salutato anzitempo anche Spagna e Inghilterra, che erano arrivate
ai quarti, ma senza convincere nessuno.
Vuoi o non vuoi è stato il mondiale delle sorprese: la favola del
Senegal si è fermata ai quarti, ma agli africani vanno i nostri
complimenti, che vanno anche agli USA, altra rivelazione, visto che negli
States, il calcio è considerato un po' come il baseball in Italia,
ovvero uno sport minore.
E
facciamo i complimenti anche alla Corea del Sud, che, aldilà degli
evidenti aiuti arbitrali, ha messo in evidenza un buon collettivo ben
organizzato dalla vecchia volpe olandese Guus Hiddink.
Qualche rimpianto per il terzo posto della Turchia c'è sicuramente:
pur essendo uscita a testa alta contro il Brasile, qualcuno ha rimproverato
al tecnico Gunes di non aver osato abbastanza contro i futuri pentacampioni,
però se fossimo nei turchi, non ci lamenteremmo troppo di come
sono andate le cose
.nemmeno il più ottimista dei tifosi,
avrebbe mai potuto sperare di vedere la sua squadra in semifinale.
Complimenti poi a Scolari, tecnico del Brasile, che alla partenza per
l'Oriente era stato duramente contestato e che torna in patria da trionfatore.
Menzione d'onore anche per Rudi Voeller, che se avesse avuto lo squalificato
Ballack in finale, avrebbe potuto dare ancora più filo da torcere
ai brasiliani. E poi, alzi la mano chi avrebbe creduto a una Germania
in finale, almeno a questa Germania praticamente priva dei fuoriclasse
che l'avevano trascinata in un passato recente ad alti e prestigiosi traguardi.
Scende
il sipario su questi mondiali, forse i più brutti per il gioco
offerto, che la storia ricordi, ma pur sempre affascinanti, perché
i padroni di casa nippo-coreani avevano fatto le cose in grande.
Blatter, contestatissimo presidente della FIFA, ha detto che molte cose
dovranno cambiare, difficile prenderlo in parola, ma ci sono quattro anni
per dimostrare che qualcosa per migliorare si può fare, a cominciare
dalle designazioni arbitrali. Intanto nel 2006 in Germania, il Brasile
dovrà arrivarci con i suoi mezzi, visto che la squadra campione
non avrà più il privilegio di saltare le qualificazioni.
La Germania, in quanto paese ospitante, ci sarà. I bookmakers inglesi
accettano già le quote per chi vincerà, ma sinceramente,
dopo un mese di calcio piuttosto bruttino, non ci va neanche di pensarci.
Ora
il calcio italiano va in vacanza, i giocatori si ritroveranno alle costole
non più i fans giapponesi, bensì i paparazzi pronti a coglierli
con la soubrette di turno su qualche spiaggia più o meno esotica
e naturalmente gli immancabili procuratori, visto che ora ci si è
tuffati nel calcio-mercato.
Tutto passa in fretta, e se fino a qualche giorno fa ci si domandava dove
Trapattoni avesse sbagliato, ora la domanda principale è: in che
squadra giocherà Nesta l'anno prossimo?
L'appuntamento con la Nazionale è per settembre con le qualificazioni
per gli europei, ma l'interesse della gente, purtroppo per Mameli e gli
altri patrioti, sarà sicuramente concentratissimo sul campionato
italiano, i tricolori saranno riposti, per dare spazio alle bandiere di
Juve, Roma, Inter, Milan, Lazio etc etc.
Così va il calcio.
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