VELENI E VIOLENZE
Troppi episodi condizionano i campionati di A e
B, si rischia il collasso. Ultimi in ordine di tempo: l'aggressione
a Baldini del Napoli e le polemiche su Roma - Juventus. Intanto la felicità
è tutta della Lazio,sorprendentemente prima in classifica
Per
fortuna c'erano stati gli appelli per smorzare i toni e le polemiche
nel giocattolo-calcio.
Non solo nessuno ha ascoltato questi appelli, ma si è fatto di
peggio, degenerazioni di ogni tipo: l'invasione di campo con pugno al
portiere del Messina, Manitta, e l'aggressione premeditata a Baldini
del Napoli, con tanto di macchina distrutta e vetri negli occhi, sono
gli ultimi due esempi della situazione esplosiva che si è creata
dentro e fuori dai campi di gioco.
Per quello che riguarda il calcio giocato, finisce sotto accusa, manco
a dirlo, l'arbitro di Roma-Juventus, il signor Bertini di Arezzo.
Il direttore di gara si è reso protagonista di decisioni discutibili,
danneggiando la Roma, laddove non ha visto una reazione da espulsione
del solito Montero ai danni di un Totti tartassato dai falli ed espulso
per un eccessivo nervosismo che lo costringerà a saltare la sfida
di San Siro contro il Milan.
Rimesse laterali invertite ed espulsioni affrettate, gli altri capi
d'accusa per l'arbitro toscano.
Detto questo, la Juve merita il pareggio all'Olimpico (solito grandissimo
Nedved) , perché come al solito la Roma ci mette del suo per
farsi rimontare, con erroracci difensivi e offensivi che ormai da tempo
affliggono la squadra di Capello, che da un po', anche questo va detto,
sbaglia le sostituzioni.
In testa
ci va il fenomeno-Lazio: Mancini ha motivato bene i vari Lopez, Stankovic,
Fiore e via dicendo, in mezzo a tempestesocietarie,malumori dei tifosi
e cessioni-shock, e si è trovato tra le mani due squadre da gestire:
lo sta facendo al meglio tra campionato e coppe. Dunque meritato primo
posto biancazzurro e via col test di sabato contro l'Inter. Intanto
la Lazio si gode il primato, propiziato da Corradi nella nebbia di Piacenza,
dopo una rincorsa durata fino all'ultimo respiro.
La sfida richiama evidentemente quel 5 maggio divenuto data funesta
non solo per Napoleone, ma anche per Cuper e i suoi: chi non ricorda
lo scudetto lasciato all'Olimpico e di fatto cucito sul petto della
Juventus?
Vieri scalda il motore e ne fa 4 al Brescia (media da guinness per lui,
12 gol in 10 partite), ora Mancini lo attende al varco.
Il Milan si blocca sul campo dell'Empoli, pagando forse anche la galvanizzazione
e l'appagamento per la grande vittoria sul Real,
e
la brillantezza degli schemi della squadra di Baldini, sempre più
rivelazione, ma solo per i non addetti ai lavori, di questo campionato.
Nota molto positiva per Ancelotti: Shevchenko sta tornando il bomber
di sempre.
Il Bologna cala il poker nel derby col Modena ed è appaiato al
Chievo (pareggio con la Reggina per la banda di Del Neri) in zona Uefa.
Molto ci sarebbe da dire del Torino, che da quando ha cambiato allenatore
ha raccolto ancora meno punti di prima. Gli errori sul mercato si pagano
cari e lo 0-4 contro il rampante Parma, non è che l' ennesima
conferma. Scene di guerriglia dopo la partita, tanto per non smentire
il clima di violenza di questo periodo.
Chiude il successo del Perugia e dei suoi talenti, in quel di Bergamo,
dove l'Atalanta affonda, facendo arrabbiare tifosi e presidente.
Como-Udinese si giocherà speriamo al più presto, dopo
i terribili allagamenti dovuti al maltempo.
Mai come in questo momento ci sarebbe bisogno di non esasperare i toni,
perché troppi episodi violenti stanno davvero facendo esplodere
la macchina solo in apparenza perfetta del nostro calcio.
Qualche regalo di Natale in anticipo: diverse paia di occhiali per gli
arbitri, museruole per i presidenti, camomilla per i giocatori, lezioni
di tattica per qualche allenatore e tutto questo basterebbe forse a
calmare i tifosi. Forse.