Polveriera Inter
Veron attacca Adriano: "Ci è mancato
di rispetto"
Anche
quando offre prestazioni bellissime e convincenti come la brillante gara
disputata e vinta 5-0 contro il Livorno di Roberto Donadoni, l’Internazionale
come amava chiamarla il grande presidente Angelo Moratti, papà
di Massimo l’attuale numero uno nerazzurro, non ha pace. Il caso
Adriano è esploso in tutto il suo fragore nella sala stampa dello
stadio Giuseppe Meazza, quando il centrocampista Juan Sebastian Veron
ha attaccato duramente il fuoriclasse brasiliano additandolo di scarso
attaccamento alla causa nerazzurra. L’argentino nel suo attacco
ha preso di mira anche la società di Via Durini, rea di non aver
fatto valere la sua posizione nei confronti di Adriano che se ne è
rimasto comodamente in Brasile due giorni in più rispetto agli
altri compagni di nazionale, che puntualmente sono scesi in campo contro
il Livorno. Ma la confusione non sta nelle parole di Veron, giustificate
e dette con il piglio del leader, piuttosto sta nella confusione che spesso
avvolge la società nerazzurra. Secondo Massimo Moratti, Adriano
aveva concordato con il club il permesso che gli avrebbe consentito di
saltare la gara contro i toscani, mentre il tecnico Roberto Mancini dichiara
di non saperne nulla. Viene da farsi la solita domanda: Serve condurre
sfarzose campagne acquisti, se poi non si trova la giusta armonia in società,
e vengono a crearsi equivoci che portano a pericolose fratture all’interno
dello spogliatoio? Veron e Adriano sono due uomini forti dello scacchiere
interista, e creare una contrapposizione tra i due, sarebbe assai dannoso
per L’Inter, che non può permettersi altri passi falsi la
Juventus vola, e non perde un colpo, il Milan sta ritrovando lo smalto
della scorsa stagione e soprattutto L’ Inter non vince un campionato
dal lontano 1988-89, preistoria. Tutti sanno, Mancini in testa, che un'altra
stagione nell’anonimato non sarebbe accettata da Moratti, sempre
alla ricerca di quel sospirato scudetto, ma per vincere si deve cominciare
con il creare basi solide, partendo dalla società: Milan e Juve
insegnano.
Marco Gobattoni
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