a cura di Marco Gobattoni
n°13-

Polveriera Inter

Veron attacca Adriano: "Ci è mancato di rispetto"

AdrianoAnche quando offre prestazioni bellissime e convincenti come la brillante gara disputata e vinta 5-0 contro il Livorno di Roberto Donadoni, l’Internazionale come amava chiamarla il grande presidente Angelo Moratti, papà di Massimo l’attuale numero uno nerazzurro, non ha pace. Il caso Adriano è esploso in tutto il suo fragore nella sala stampa dello stadio Giuseppe Meazza, quando il centrocampista Juan Sebastian Veron ha attaccato duramente il fuoriclasse brasiliano additandolo di scarso attaccamento alla causa nerazzurra. L’argentino nel suo attacco ha preso di mira anche la società di Via Durini, rea di non aver fatto valere la sua posizione nei confronti di Adriano che se ne è rimasto comodamente in Brasile due giorni in più rispetto agli altri compagni di nazionale, che puntualmente sono scesi in campo contro il Livorno. Ma la confusione non sta nelle parole di Veron, giustificate e dette con il piglio del leader, piuttosto sta nella confusione che spesso avvolge la società nerazzurra. Secondo Massimo Moratti, Adriano aveva concordato con il club il permesso che gli avrebbe consentito di saltare la gara contro i toscani, mentre il tecnico Roberto Mancini dichiara di non saperne nulla. Viene da farsi la solita domanda: Serve condurre sfarzose campagne acquisti, se poi non si trova la giusta armonia in società, e vengono a crearsi equivoci che portano a pericolose fratture all’interno dello spogliatoio? Veron e Adriano sono due uomini forti dello scacchiere interista, e creare una contrapposizione tra i due, sarebbe assai dannoso per L’Inter, che non può permettersi altri passi falsi la Juventus vola, e non perde un colpo, il Milan sta ritrovando lo smalto della scorsa stagione e soprattutto L’ Inter non vince un campionato dal lontano 1988-89, preistoria. Tutti sanno, Mancini in testa, che un'altra stagione nell’anonimato non sarebbe accettata da Moratti, sempre alla ricerca di quel sospirato scudetto, ma per vincere si deve cominciare con il creare basi solide, partendo dalla società: Milan e Juve insegnano.

Marco Gobattoni


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