a cura di Marco Gobattoni
n°14-

Fiorentina - Juventus, Storia di una sfida infinita

A Firenze è da sempre la “partita”. Un appuntamento imperdibile per una città intera, che quest’anno avrà il privilegio di affrontare la nemica di sempre in ben due occasioni in una settimana: giovedì 1 dicembre in Coppa Italia e domenica 4, in campionato. Fiorentina- Juventus non è una partita come le altre, non è nemmeno un derby, è qualcosa di più. Negli anni cinquanta era la sfida tra la Fiorentina scudettata di Miguel Montuori e la Juve di Omar Sivori, due attaccanti entrambi sudamericani che hanno fatto la storia delle due società. Poi negli anni sessanta è arrivato alla Vecchia Signora il cannoniere più prolifico finora: Gianpiero Boniperti, che ora vede minacciato il suo record da Alessandro Del Piero che si trova a sole due reti dall’ex presidente bianconero.Ma gli anni sessanta sono stati anche gli anni del secondo tricolore viola, conquistato proprio sul terreno dei nemici bianconeri, quel fantastico giorno di maggio i viola violarono lo storico comunale per 2-0 e mandarono in delirio una città intera, che aveva conquistato il titolo di Campione d’Italia nella tana del nemico. Era la Fiorentina del mitico ”Petisso” Bruno Pesaola che guidava dalla panchina una formazione diretta in campo dalla splendida regia di Picchio De Sisti e protetta dalla retroguardia di ferro registrata dal compianto Bruno Ferrante, scomparso quasi un anno fa. Poi arrivarono gli anni settanta, i lustri di Roberto Bottega e del giovanissimo Giancarlo Antognoni, già brillavano in nazionale e illuminavano le sfide tra viola e bianconeri, che come nelle migliori delle tradizioni davano vita a gara vibranti e ricche di polemiche. Polemiche che diventeranno storia nelle sfide memorabili degli anni 80. Era la Fiorentina di Picchio De Sisti, che dal campo si era trasferito a dirigere la panchina della viola, erano gli anni di Ciccio Graziani avversario storico dei bianconeri, che con l’argentino Daniel Bertoni ha formato una delle migliori coppie di attaccanti mai viste a Firenze. Dall’altra parte della barricata c’era un avversario storico di tante sfide per Firenze: Michel Platini, che una volta disse: <<Oggi non abbiamo giocato contro la Fiorentina, oggi abbiamo giocato contro un intera città>> , questa era l’atmosfera che si respirava e ancora si respira in questo classico del calcio italiano. La rivalità è aumentata ancora di più, ma forse è nata proprio lì, in un campionato rimasto tristemente nei ricordi dei tifosi viola. Nel torneo 81-82, la Fiorentina e la Juventus arrivarono appaiate in classifica all’ultimo appuntamento della stagione: i viola vanno a Cagliari, mentre la signora è di scena a Catanzaro. I bianconeri vincono con un rigore dubbio trasformato da Liam Brady, la Fiorentina pareggia 0-0 a Cagliari, e si vede annullare una rete per un fuorigioco rimasto storicamente inesistente. Scudetto alla Juve e tanta rabbia a Firenze. Da quel giorno tra le due squadre e soprattutto tra le due tifoserie è scoppiato un odio viscerale che molte volte e sfociato in brutti incidenti sugli spalti. Un altro filone lega la Fiorentina e la Juventus, è la storia di Roberto Baggio. Il divin codino come lo etichettò l’Avvocato Gianni Agnelli dopo aver acceso per cinque anni la fantasia dei sostenitori viola; passò alla vigilia dei Mondiali di Italia 90 alla corte bianconera. E Firenze, la città di Dante, di Giotto e di Michelangelo che ha sempre amato gli artisti non perdonò mai alla famiglia Pontello la cessione di quell’artista del pallone, che era stato designato come l’erede dell’idolo Giancarlo Antognoni. Un altro ben presto però, prese il posto di Baggio: Gabriel Batistuta. L’attaccante più prolifico della storia viola ( 167 reti), ha lasciato il segno in molte sfide tra la Fiorentina di Vittorio Cecchi Gori e la Juventus di Marcello Lippi. Il suo alter ego juventino era Luca Vialli, un altro bomber eccezionale che riuscì a portare la “ signora” sul tetto dell’Europa con la conquista della seconda Coppa dei Campioni il 22 maggio sotto il cielo di Roma. Batistuta ha attaccato le scarpette al chiodo, Lippi allena la Nazionale e Gianluca Vialli fa il commentatore televisivo, oggi è la sfida di Luca Toni e di David Trezeguet, di Cesare Prandelli e Fabio Capello, ma Fiorentina – Juventus sarà sempre una partita diversa dalle altre , sarà sempre come dicono i tifosi viola : la partita.

Marco Gobattoni


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