Fiorentina - Juventus, Storia
di una sfida infinita
A
Firenze è da sempre la “partita”. Un appuntamento imperdibile
per una città intera, che quest’anno avrà il privilegio
di affrontare la nemica di sempre in ben due occasioni in una settimana:
giovedì 1 dicembre in Coppa Italia e domenica 4, in campionato.
Fiorentina- Juventus non è una partita come le altre, non è
nemmeno un derby, è qualcosa di più. Negli anni cinquanta
era la sfida tra la Fiorentina scudettata di Miguel Montuori e la Juve
di Omar Sivori, due attaccanti entrambi sudamericani che hanno fatto la
storia delle due società. Poi negli anni sessanta è arrivato
alla Vecchia Signora il cannoniere più prolifico finora: Gianpiero
Boniperti, che ora vede minacciato il suo record da Alessandro Del Piero
che si trova a sole due reti dall’ex presidente bianconero.Ma gli
anni sessanta sono stati anche gli anni del secondo tricolore viola, conquistato
proprio sul terreno dei nemici bianconeri, quel fantastico giorno di maggio
i viola violarono lo storico comunale per 2-0 e mandarono in delirio una
città intera, che aveva conquistato il titolo di Campione d’Italia
nella tana del nemico. Era la Fiorentina del mitico ”Petisso”
Bruno Pesaola che guidava dalla panchina una formazione diretta in campo
dalla splendida regia di Picchio De Sisti e protetta dalla retroguardia
di ferro registrata dal compianto Bruno Ferrante, scomparso quasi un anno
fa. Poi arrivarono gli anni settanta, i lustri di Roberto Bottega e del
giovanissimo Giancarlo Antognoni, già brillavano in nazionale e
illuminavano le sfide tra viola e bianconeri, che come nelle migliori
delle tradizioni davano vita a gara vibranti e ricche di polemiche. Polemiche
che diventeranno storia nelle sfide memorabili degli anni 80. Era la Fiorentina
di Picchio De Sisti, che dal campo si era trasferito a dirigere la panchina
della viola, erano gli anni di Ciccio Graziani avversario storico dei
bianconeri, che con l’argentino Daniel Bertoni ha formato una delle
migliori coppie di attaccanti mai viste a Firenze. Dall’altra parte
della barricata c’era un avversario storico di tante sfide per Firenze:
Michel Platini, che una volta disse: <<Oggi non abbiamo giocato
contro la Fiorentina, oggi abbiamo giocato contro un intera città>>
, questa era l’atmosfera che si respirava e ancora si respira in
questo classico del calcio italiano. La rivalità è aumentata
ancora di più, ma forse è nata proprio lì, in un
campionato rimasto tristemente nei ricordi dei tifosi viola. Nel torneo
81-82, la Fiorentina e la Juventus arrivarono appaiate in classifica all’ultimo
appuntamento della stagione: i viola vanno a Cagliari, mentre la signora
è di scena a Catanzaro. I bianconeri vincono con un rigore dubbio
trasformato da Liam Brady, la Fiorentina pareggia 0-0 a Cagliari, e si
vede annullare una rete per un fuorigioco rimasto storicamente inesistente.
Scudetto alla Juve e tanta rabbia a Firenze. Da quel giorno tra le due
squadre e soprattutto tra le due tifoserie è scoppiato un odio
viscerale che molte volte e sfociato in brutti incidenti sugli spalti.
Un altro filone lega la Fiorentina e la Juventus, è la storia di
Roberto Baggio. Il divin codino come lo etichettò l’Avvocato
Gianni Agnelli dopo aver acceso per cinque anni la fantasia dei sostenitori
viola; passò alla vigilia dei Mondiali di Italia 90 alla corte
bianconera. E Firenze, la città di Dante, di Giotto e di Michelangelo
che ha sempre amato gli artisti non perdonò mai alla famiglia Pontello
la cessione di quell’artista del pallone, che era stato designato
come l’erede dell’idolo Giancarlo Antognoni. Un altro ben
presto però, prese il posto di Baggio: Gabriel Batistuta. L’attaccante
più prolifico della storia viola ( 167 reti), ha lasciato il segno
in molte sfide tra la Fiorentina di Vittorio Cecchi Gori e la Juventus
di Marcello Lippi. Il suo alter ego juventino era Luca Vialli, un altro
bomber eccezionale che riuscì a portare la “ signora”
sul tetto dell’Europa con la conquista della seconda Coppa dei Campioni
il 22 maggio sotto il cielo di Roma. Batistuta ha attaccato le scarpette
al chiodo, Lippi allena la Nazionale e Gianluca Vialli fa il commentatore
televisivo, oggi è la sfida di Luca Toni e di David Trezeguet,
di Cesare Prandelli e Fabio Capello, ma Fiorentina – Juventus sarà
sempre una partita diversa dalle altre , sarà sempre come dicono
i tifosi viola : la partita.
Marco Gobattoni
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