Antonello De PierroPerchè Candidato

Cari amici,
sono qui per comunicarvi i motivi che mi hanno spinto ad accettare la candidatura alla carica di consigliere per il Comune di Ladispoli.
Parto innanzitutto dalla scelta della lista, la cui offerta ho accettato con grande entusiasmo. Quando alcuni mesi or sono si è votata in Parlamento la vergognosa legge sull’indulto, in cui ogni compagine partitica sembrava avere più o meno qualche interesse elettorale, e il partito “Italia dei Valori”, con in testa il suo presidente Antonio Di Pietro, si è opposto immediatamente a tale manovra legislativa che vanificava il lavoro di magistratura e forze dell’ordine e mortificava il concetto di legalità, lanciando un messaggio fortemente negativo al tessuto sociale e abbassando sensibilmente nei profili mentali della gente l’indice di gravità di alcuni reati, io personalmente mi sono subito schierato contro questo grave provvedimento, che va ad inficiare la sicurezza e il concetto stesso di legalità, contenendo tra l’altro elementi paradossali e illogici, scrivendo immediatamente un editoriale sull’argomento, pubblicato tra le pagine di Italymedia.it, il portale di informazione di cui sono direttore, all’indirizzo http://www.italymedia.it/editoriale/010.html
Le affinità ideali col movimento di Antonio Di Pietro, mi hanno avvicinato al gruppo, maturando sempre più la convinzione di avere un alto numero di elementi concettuali in comune, anche dopo aver ascoltato più volte con attenzione gli interventi politici del leader. Il senso di giustizia sociale e l’alto spirito di legalità, elementi che hanno da sempre illuminato e guidato il mio percorso giornalistico, costantemente al servizio della gente e mai delle trame del potere, li ho colti integralmente nei concetti espressi, perfettamente allineati con i miei, e tra l’altro uditi per la prima volta dalla voce di un politico, esplicitati con grande spontaneità e passione oratoria, senza la minima traccia di retorica. Ho trovato tra l’altro un gruppo di altri tempi, dove il protagonismo del singolo non trova spazio e se accenna ad emergere viene subito soffocato, dove la struttura oligo-verticistica è una prerogativa di altri, dove invece lo spirito di gruppo regna sovrano e porta avanti gli ideali verso un successo di affermazione dei principi sostenuti e giammai del singolo elemento.
Un’oasi di sana politica su un proscenio generale di cariatidi incollate agli scranni, in nome di un potere da difendere strenuamente, dove le esigenze del popolo sono relegate ai margini più remoti delle priorità e il tutto è condito da demagogia esasperata e distribuita copiosamente al solo fine di racimolare consensi elettorali.
Giornalisticamente mi sono sempre adoperato, insieme ai miei collaboratori, per denunciare inefficienze, abusi, soprusi, ed ho pensato di contribuire all’affermazione dei principi di giustizia anche tramite un impegno politico.
Nell’arido deserto di valori in cui purtroppo boccheggia la nazione, c’è urgente bisogno di affermare gli stessi con impegno ed abnegazione, da parte di tutti coloro i quali credono che il cambiamento sia realmente possibile e non solo impantanato in sterili speranze di sapore onirico e utopistico.
La scelta di Ladispoli è da ricercare in un antico legame che ho il piacere di avere con la cittadina alle porte di Roma. Si tratta di un legame affettivo, fatto di elementi relazionali amicali con alcuni cittadini, nonché di elementi turistici, nel senso di averla scelta da sempre come meta per le mie sortite fuori porta.
Nel corso degli ultimi anni ho assistito con dispiacere ad una gestione amministrativa sempre piuttosto superficiale e involutiva sul territorio, ma nel corso dell’ultimo mandato la stessa è diventata praticamente inesistente o scriteriata, con un paese, già afflitto da problemi di origine atavica, che è stato stritolato dal degrado e dall’immobilismo totale di chi avrebbe dovuto invece adeguarlo alle esigenze sempre più pressanti dei cittadini.
Si può fare molto, anzi si deve, e questo è un preciso e inderogabile impegno elettorale dell’Italia dei Valori dopo l’ingresso nel consiglio comunale.
Un problema che mi sta particolarmente a cuore è legato al sacrosanto diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Carta Costituzionale, e regolarmente calpestato nelle strutture sanitarie pubbliche del territorio.
È giusto e di rigore adempiere i doveri, ma quando si parla di diritti, vanno rispettati senza indugi e nessuno può e deve permettersi di negarli.
Abbiamo assistito ad una interminabile e dolorosa sequenza di carenze nell’ambito della sanità pubblica, per cui, spesso gli utenti (o pazienti, è proprio il caso di dire) sono stati dirottati dalle impellenti esigenze, verso le strutture private.
Questa è una vergogna che deve finire, insieme all’alto prezzo pagato dai cittadini.
L’impegno su questo terreno è di non fare sconti a nessuno.
Passando all’articolo 4 della Costituzione, che tutela il diritto al lavoro e prevede che lo stato si adoperi affinché questo venga rispettato, abbiamo assistito negli ultimi anni ad un vero e proprio attentato nei confronti di questo precetto costituzionale.
Il baratro di un futuro all’insegna del precariato e dell’incertezza si è sempre più allargato sul percorso professionale e biologico delle nuove generazioni.
A livello locale purtroppo non si può fare molto in questo senso, però perfettamente in linea con quanto sostenuto in campo nazionale dal ministro Di Pietro, mi impegno da un lato a proporre un trattamento privilegiato alle aziende del territorio che garantiranno contratti a tempo indeterminato, regalando quindi una concreta speranza di stabilità futura, e dall’altro una severa penalizzazione delle strutture che continueranno a sostenere la vergogna dei contratti a termine, tanto cari alla Destra per meri fini statistici.
Un altro impegno che richiede un attivazione istituzionale urgente riguarda il piano urbanistico, concepito senza una logica, con un labirinto di sensi unici e divieti di accesso e con le infrastrutture al collasso, soprattutto per quanto concerne la rete idrica e fognaria.
Carattere di urgenza rivestono alcuni provvedimenti in tema di sicurezza, a fronte di una crescita demografica esponenziale e multietnica, fenomeno che insieme a risorse benefiche per la collettività, trascina inevitabilmente con sé elementi delinquenziali e con un rilevante carico potenziale di pericolosità sociale.
Ci sono metodi che risalgono a secoli addietro, che prevedevano il mantenere la gente nell’ignoranza per favorire il sonno delle coscienze. I governi nazionali di Destra hanno incarnato perfettamente questi concetti metodici. A Ladispoli non credo che si sia giunti a questo, anche se oggettivamente per la cultura è stato fatto davvero poco, e questo è grave per un’Amministrazione di Centrosinistra, che per formazione storica deve nutrire le menti.
Gli appuntamenti culturali sono stati lesinati come l’acqua nel deserto a una cittadinanza che fortunatamente possiede invece una naturale predisposizione verso lo scibile e una fertile vocazione nei confronti della crescita umana e intellettuale.
È ora di promuovere la cultura, quella vera, nel territorio di Ladispoli, con l’incentivare eventi di grande spessore con iniziative mirate, non tralasciando mai la crescita umana e l’integrazione sociale dei portatori di handicap, nonché della comunità immigrata che ha raggiunto ormai una consistente percentuale di presenze nel computo territoriale.
Tali eventi, di riflesso porterebbero linfa vitale al settore turistico, ampiamente penalizzato negli ultimi anni, valorizzando e rinvigorendo le strutture alberghiere presenti sul territorio.
Per realizzare tutto ciò serve l’impegno di tutti voi, nel votare “Italia dei Valori” nel segreto della cabina elettorale e nel sostenerci dopo l’ingresso nelle stanze delle decisioni amministrative.
Grazie a tutti.

 

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Progetto Grafico
Progetto Fotografico
Domenico Salvati