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| Niente più fondi ai padroni di schiavi |
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| Scritto da Redazione |
| Domenica 01 Ottobre 2006 01:00 |
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di Fabrizio Gatti In Puglia regole infrante e crimini contro l'umanità. Ora Bruxelles deve avviare un'indagine. E i sussidi agli agricoltori vanno sospesi. Parla l'eurodeputato inglese, Stephen Hughes Gli agricoltori italiani rischiano non poco. L'Unione europea, in base al raccolto previsto, verserà quest'anno circa 137 milioni di euro ai coltivatori di pomodori. E i sussidi andranno anche a quelle aziende che invece di assumere regolarmente gli stagionali hanno ridotto in schiavitù migliaia di stranieri. Mister Hughes, il Parlamento europeo sta a guardare? "No. Ora che questi fatti spaventosi stanno venendo alla luce, l'Unione europea deve agire davvero per mettere fine il più presto possibile a questo affare disumano e vergognoso. Bisogna che la Commissione europea così come il Parlamento si rendano pienamente conto della situazione e intervengano con urgenza. La schiavitù in uno Stato membro fondatore dell'Unione europea è un crimine contro l'umanità. Deve essere fermato". Cosa farete? Riuscirete ad avviare un'inchiesta? "Ho chiesto che sia organizzata un'audizione su questo argomento davanti alla commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento europeo e che sia nominato un relatore perché indaghi sulla questione in profondità. Ma questo scandalo coinvolge non soltanto la commissione Occupazione". Quale altra commissione dovrebbe intervenire? "Abbiamo allertato anche le commissioni Controllo dei bilanci e Agricoltura. Dovranno condurre le loro indagini e spero che chiedano una sospensione dei sussidi agricoli". Lei chiede dunque la sospensione per il 2006 del contributo europeo ai coltivatori italiani di pomodoro? "Fino a quando non ci saranno prove certe che queste pratiche sono terminate. La Commissione europea deve potersi fidare totalmente delle autorità nazionali e regionali per assicurarsi che i sussidi siano usati propriamente. E su questo caso denunciato dal vostro settimanale c'è stato chiaramente un totale sfacelo nei controlli e nelle ispezioni nazionali e regionali. Ma ora che i fatti sono stati resi noti alla Commissione europea, non possono guardare dall'altra parte. La Commissione dovrà agire e, come dico, i sussidi agricoli dovrebbero essere sospesi fino a quando non verrà messa fine a questa spaventosa rete di affari". Lo sfruttamento degli schiavi in Puglia annulla conquiste consolidate in Europa sui diritti umani, sull'occupazione, sui principi della libera concorrenza. L'Italia rischia una procedura di infrazione? "Alla luce di quanto sta succedendo in Puglia sono stati violati un mucchio di leggi dell'Unione europea, gli obblighi del Trattato e i diritti tutelati dalla Convenzione europea. La Commissione europea dovrebbe incriminare il governo italiano e inviare l'intera materia con procedura d'urgenza alla Corte europea di Giustizia".
"Qualunque sia il raccolto o qualunque sia il settore, i finanziamenti europei non devono essere usati per consolidare la schiavitù o lo sfruttamento dei lavoratori. Le leggi e i regolamenti europei devono essere applicati rigorosamente per fermare quanto sta accadendo e per evitare che possa succedere ancora".
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