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Mille agenti in più non servono a nulla PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Venerdì 10 Novembre 2006 01:00
di Leo Sisti
No all'esercito. No ai poteri speciali. Piuttosto bonificare la palude Napoli. Parola di ex procuratore. Colloquio con Piero Luigi Vigna
La scena del delitto Cirillo e Pecoraro
a Torre del Greco (Napoli)
L'esercito per le strade di Napoli? Ma per carità. Non credo che la semi-militarizzazione della città sia la soluzione del drammatico problema criminalità. E poi gran parte dei nostri soldati è impegnata in missioni all'estero. Una misura simile sarebbe un grave colpo per il turismo. Vorrebbe dire meno visitatori, che già si vedono offrire negli alberghi orologi di plastica 'antiscippo' in sostituzione dei propri Rolex quando si avventurano in certi quartieri, a rischio e non...

Parla Piero Luigi Vigna, fino all'anno scorso procuratore nazionale antimafia. E in questa intervista affronta i temi legati al caso Napoli, all'indomani di nuovi, sanguinosi fatti di cronaca, ormai al ritmo di oltre un morto al giorno. Proponendo la sua ricetta. No a poteri speciali. Sì alla bonifica dei quartieri degradati. Il ruolo della famiglia e delle associazioni di volontariato. Più aiuti alle scuole. Controlli sui fondi pubblici. Lotta contro la camorra e la microcriminalità. Repressione dei cosiddetti comportamenti di inciviltà. Obbligare i comuni 'renitenti' ad accogliere i termovalorizzatori per risolvere l'emergenza rifiuti.

Ancora una volta Napoli nelle prime pagine dei giornali. Qual è la sua reazione?
"Rispetto ad altre aree del Mezzogiorno il quadro che si presenta davanti a noi in Campania è quello che crea più apprensione. Devo anche aggiungere che una caratteristica dei napoletani è la loro intolleranza alle regole, perfino all'interno delle bande criminali dove regna l'anarchia. Perché ognuno vuole fare il boss. Risultato: gli omicidi aumentano. E poi, il criminale napoletano è fantasioso anche nei reati: oltre agli omicidi, griffe contraffatte, usura, estorsioni, rapine. Una gamma completa di crimini".

Ma qual è il malessere di Napoli?
"Napoli va ripensata, è una palude da bonificare. Il suo malessere deriva da agglomerati urbani, tentacolari che la rendono una città dai polmoni grossi. Dove il territorio è un luogo di conquista dove impiantare mercati illeciti, droga soprattutto. E dove quindi si combatte per cento metri di spazio".

Come si fa a bonificare una palude?
"Si comincia dai luoghi, da Scampia, dalle Vele. Sono stato ai quartieri spagnoli a presentare il libro di un ergastolano camorrista. Mi domando: come si fa a vivere lì? Bisogna dare, oltre al lavoro, anche la voglia di lavorare. È positivo l'esempio dei 'maestri di strada', di cui Marco Rossi Doria è l'inventore. Ho chiesto a qualche camorrista quali soluzioni sono possibili e mi ha risposto: 'L'artigianato'. Punterei molto anche sulle associazioni di volontariato: sono strutture che creano coesione sociale. Promuovere insomma quelle che il sociologo De Rita definisce le 'reti sociali dal basso'. E, ancora, più sostegni alla scuola, controlli sull'impiego dei fondi pubblici, interventi economici per risanare le zone degradate. Infine, le possibilità di lavoro: da quanti anni si parla di Bagnoli?".

Nella bonifica, ovviamente, occorrerà inserire la questione rifiuti...
"Ovvio. Ma in questo campo c'è una grande inerzia: da quanti anni c'è un commissario preposto a questa 'emergenza'? Da più di dieci, mi sembra. Occorrono azioni decise. Niente compromessi. Non ci si deve più piegare ai comuni che si oppongono all'installazione dei termovalorizzatori nei loro territori. Anche perché dietro la rivolta per le discariche si muove la camorra. Le racconterò una lezione che viene dalla Germania. Incontrando un procuratore di un Land bavarese, mi sono sentito dire: 'Come mai ci mandate treni carichi di rifiuti? Non lo capisco. Noi, con quelli, ci facciamo i soldi perché produciamo energia elettrica'".

Il 9 novembre il ministro dell'Interno siglerà il 'patto per la sicurezza' con Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino, con l'invio di mille agenti. Servono queste iniziative?
"No. Di forze di polizia ce ne sono già tante e tutte lavorano bene. Quei mille: da dove verrebbero? Con quale esperienza? Dove alloggerebbbero? Nuovi problemi. Sono anche contrario ai 'poteri speciali' di cui si vocifera. Soggiorno obbligato, divieto di dimora: misure del passato, servite a poco. Piuttosto, deve essere controllato chi è agli arresti domiciliari, ma non come avviene ora, in modo discontinuo. Basta adottare i braccialetti elettronici. Penso alle obiezioni sulla 'privacy'. Mi limito a sorridere".
  poi microcriminalità, baby gang...
"Gli scippi dei minorenni sono in genere una prova generale per il salto di qualità verso gruppi criminali di una certa consistenza. Piuttosto, tornando alla 'bonifica', credo che si debbano eliminare due tipi di inciviltà: quella ambientale, che va dalla sporcizia sui muri ai motorini ammassati nelle strade; e quella relazionale: bivacchi dei giovani sui marciapiedi, schiamazzi notturni. Simili interventi, che spettano alla polizia municipale, creano sicurezza nei cittadini".

Anche la magistratura ha delle pecche. Tutti ricordano la paralisi della Procura durante la gestione Cordova. E le indagini su alcuni magistrati...
"Certo, quando ci sono dei dissidi, una Procura perde tono e la macchina si consuma in polemiche che distraggono dai suoi compiti fondamentali. Oggi però questo non avviene. Conosco chi guida quegli uffici e il loro valore".

Cosa sarebbe utile per le indagini?
"L'istituzione di una banca dati del Dna. Ce l'hanno in tanti, dagli Usa alla Gran Bretagna e a quasi tutti i paesi della Ue. Noi no, benché esistano precise direttive di Bruxelles".

Clinton
nel Rione Sanità

Bill Clinton ricorda bene la calorosa accoglienza dei napoletani al G7 del 1994. Così, quando pochi giorni fa l'associazione L'Altranapoli gli ha presentato un progetto da 1,8 milioni di euro per il rilancio dello storico rione Sanità, ha dato la sua approvazione. La Fondazione Clinton considera il progetto opportuno e realistico e gli concede una specie di 'bollino di qualità'. Condizione perché l'Altranapoli possa ora raccogliere i fondi in Italia e nel mondo. L'associazione, presieduta da Ernesto Albanese, lavorerà al recupero della Salita dei Cinesi. In quell'area sarà aperto un asilo nido. Una cooperativa turistica organizzerà visite guidate alle catacombe e alla basilica di Santa Maria. Saranno riaperte le antiche botteghe dei guantai mentre la curia restituirà al pubblico il giardino degli Aranci.
 

        

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