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| Emicrania al femminile |
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| Scritto da Redazione |
| Lunedì 20 Novembre 2006 01:00 |
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di Letizia Gabaglio Per evitare il mal di testa: scoprire chi è a rischio, cambiare stile di vita. E usare farmaci mirati I cambiamenti ormonali hanno un effetto importante sullo sviluppo dell'emicrania: fra i quattro e i sette anni, per esempio, le bambine hanno meno probabilità di soffrirne, ma poi con la pubertà questa probabilità triplica. Sulla base degli studi presi in esame, gli esperti suggeriscono per le bambine prima di tutto il cambiamento dello stile di vita. Dopo il menarca, se il ciclo è la causa scatenante degli attacchi, si possono usare diversi medicinali: antinfiammatori non steroidei o derivati dei triptani, ma solo nei giorni che precedono la mestruazione. Un'altra opzione sono i contraccettivi orali: ma non per le fumatrici, il cui rischio di infarto rischia di aumentare in maniera sostanziale. Durante la gravidanza, invece, gli attacchi tendono a diminuire: una percentuale variabile fra il 50 e l'80 per cento delle pazienti nota una riduzione degli episodi. Le donne gravide dovrebbero evitare di assumere medicinali. Unica eccezione, quando i benefici della terapie preventiva vengono considerati superiori ai rischi che sia madre sia feto corrono usando farmaci; in questo caso possono essere usati propanololo idrocloride, verapamil idrocloride e topiramato. Gli esperti escludono invece la prescrizione di acido valproico, sodio divalproex e derivati dell'ergot. Infine, in menopausa. Nel primo periodo possono aiutare le terapie ormonali o i contraccettivi orali. Dopo i 65 anni, invece, l'esordio dell'emicrania è piuttosto raro; si tratta nella maggior parte dei casi di un sintomo la cui causa deve essere cercata altrove. Gli esperti consigliano quindi un uso moderato dei medicinali preventivi, non prima però di aver accertato eventuali altre malattie in corso.
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