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Sequestrate armi da guerra della 'Ndrangheta, ma le indagini si fermano. Il pm: manca personale PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Domenica 22 Giugno 2008 10:20

 

 

CATANZARO - Una maxi operazione contro la 'ndrangheta questa mattina ha portato al sequestro di numerose armi da guerra a Polia, nel vibonese. Operazione definita dal pm della Dda di Catanzaro Gerardo Dominijanni che ha condotto le indagini «bellissima», ma che non potrà avere seguito almeno fino a settembre per mancanza di personale.

 A denunciare la situazione lo stesso pm che ha dichiarato: «Non ho il tempo materiale di fare niente. Parliamo, parliamo ma tutti fanno finta di non sentire. Adesso chiudiamo per "bancarotta" e riapriamo a settembre se ci va bene, se nel frattempo arriveranno rinforzi di organico. Non è possibile andare avanti così. Non riesco a fare più indagini. Questa è stata fatta con la forza della disperazione». 

«Lasciare quelle armi in giro - ha aggiunto Dominijanni - sarebbe stato di una pericolosità estrema. Si tratta di armi da guerra pronte all'uso. Adesso cercheremo di stabilire se siano state usate per commettere fatti di sangue».

L'operazione ha portato al sequestro di sei kalashnikov, tre fucili mitragliatori da guerra con cannocchiale, due revolver 44 magnum, quattro pistole semiautomatiche ed un migliaio di munizioni scoperti dalla squadra mobile di Catanzaro sotterrato ad un metro e mezzo di profondità. Arrestato anche un uomo di 50 anni, F.P.G. con l'accusa di detenzione illegale di armi, e trovate anche 19 caricatori e una bomba a mano inerte. Le armi erano chiusi ermeticamente in due cilindri di cemento posti verticalmente per proteggerle dall'umidità e dagli agenti atmosferici. Le armi, custodite in due grossi bidoni e un tubo di plastica, secondo gli investigatori, erano nella disponibilità delle cosche della 'ndrangheta.

 

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