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| Intercettazioni, Berlusconi "Ci sono i termini per il decreto" |
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| Scritto da Redazione |
| Martedì 01 Luglio 2008 18:38 |
Da Napoli il premier annuncia la sua intenzione trasformare il ddl in un provvedimento di urgenza: "Ora siamo fuori dalla civiltà"Durissima reazione del Pd: "Inaccettabile, non ci sono requisiti di urgenza"
NAPOLI - La stretta all'uso delle intercettazioni potrebbe essere imposta con un decreto. Questa l'ipotesi avanzata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante la sua visita a Napoli: "Probabilmente ci sono i termini di necessità e urgenza - ha detto - per procedere con urgenza al decreto legge". E subito è arrivata la reazione del partito democratico: "Inaccettabile". E la reazione del Pd, all'ipotesi di trasformare il ddl in un decreto, non si è fatta attendere: "Inaccettabile". ha dichiarato il ministro ombra della Giustizia, Lanfranco Tenaglia. "Non è questa materia per un decreto ha spiegato - non vi sono i requisiti di necessità e urgenza. E' materia processuale, complessa e delicata, che richiede un inter parlamentare normale. Del resto lo stesso governo ha presentato un disegno di legge, quindi l'uscita estemporanea del presidente del Consiglio è incomprensibile". Dura, ma con toni ironici, la reazione di Antonio Di Pietro: "Lo capisco - ha commentato - lui (Berlusconi, ndr) è tra le persone più informate di tutti sul reale contenuto delle intercettazioni disposte dall'autorità giudiziaria di Napoli (l'inchiesta Saccà e le sue conversazioni anche col premier, ndr) e più di tutti ha l'urgenza e l'imprescindibilità di fare un provvedimento per far sì che gli italiani non sappiano chi ha fatto cosa". |





