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Bossi insulta l'inno, dura reazione dell'Italia dei Diritti PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Lombardi   
Martedì 22 Luglio 2008 16:06

Antonello De Pierro:"Si dimettano al più presto i ministri leghisti"

Roma, 22/07/08 - "Chiediamo le dimissioni dei ministri leghisti e ci auguriamo che la maggioranza si faccia un esame di coscienza e mandi all'aria questa alleanza contro natura".

È questa la reazione di Antonello De Pierro, Presidente dell'Italia dei Diritti, alle parole e ai gesti di scherno del ministro delle Riforme Umberto Bossi che, parlando dell'inno di Mameli, ha alzato il dito medio sentenziando "mai più schiavi di Roma" e poi se l'è presa anche con i professori del Sud.
"Penso che una cosa del genere non abbia eguali in tutto il mondo - ha spiegato De Pierro - non è ammissibile vedere un ministro che manda a qual paese l'inno nazionale pubblicamente. Ma questa situazione non è nuova, ricordiamo che Bossi è stato già condannato in passato per vilipendio della bandiera. Non posso dimenticare un episodio incredibile: mentre Nicola Calipari, l'agente del Sismi che portò in salvo la giornalista Giuliana Sgrena perdendo la vita, veniva avvolto nel tricolore, Bossi e gli altri ministri leghisti, insieme a 500 sconsiderati cantavano 'abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore'. Considero irresponsabili coloro che stringono alleanze politiche con personaggi di questo tipo. Quello che stride di più - ha detto De Pierro - è che An, da sempre acerrima sostenitrice dell'unità nazionale, si sia alleata con i leghisti i quali, per quanto abbiano ammorbidito il concetto e parlino di federalismo, sono da sempre e notoriamente dei secessionisti. Ora il Pdl cerca di intercedere con la Lega affinché si scusi con gli italiani, ma una cosa del genere va a cozzare con l'unità nazionale e non bastano le semplici scuse". De Pierro conclude: "Ribadisco che l'unico riscatto nei confronti degli italiani si possa configurare nelle dimissioni dei ministri leghisti, perché l'unità nazionale è frutto di tanto sangue italiano versato e nessuno si può permettere di violarla".