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Home Notizie Attualità e Cronaca Bossi e l'inno di Mameli, chiesta l'archiviazione

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Bossi e l'inno di Mameli, chiesta l'archiviazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 06 Agosto 2008 19:12

 

 

VENEZIA (6 agosto) - Il procuratore aggiunto della Repubblica, Carlo Mastelloni, ha chiesto l'archiviazione per Umberto Bossi in merito al reato di vilipendio ipotizzato in seguito a un'informativa della Digos per il discorso tenuto dal senatùr il 20 luglio a Padova, al congresso della Liga Veneta-Lega Nord.

La procura di Venezia aveva aperto un fascicolo, indagando Bossi come atto dovuto, ma oggi lo stesso fascicolo è stato inviato al tribunale dei Ministri accompagnato dalla richiesta di archiviazione, perché non costituirebbero reato ministeriale le espressioni e il gesto sull'Inno di Mameli.

Mastelloni, in accordo con il procuratore della Repubblica Vittorio Borraccetti, trasmettendo gli atti al tribunale dei Ministri - visto che in questi casi la procura non può fare alcuna indagine - ha proposto l'archiviazione perché non si sarebbe trattato di espressioni in rapporto strumentale con l'esercizio delle funzioni ministeriali da parte del leader del Carroccio. Il Procuratore aggiunto ha fatto anche esplicito riferimento alla giurisprudenza della Corte di Cassazione in materia. Nel corso dell'intervento a Padova, Bossi aveva alzato il dito medio pronunciando la frase «Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L'Inno dice che "l'Italia è schiava di Roma...", toh! dico io».

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