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Un neoassunto su 2 ha il "titolo" PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 15 Agosto 2008 11:32

Laureati e diplomati, richieste boom

Laurea e diploma, quando il pezzo di carta conta. Nel 2008 per essere assunti, in un caso su due, si deve essere laureati o diplomati. Sale infatti al 51,1%, superando per la prima volta in 10 anni la metà degli occupati, la quota di assunzioni destinate a quanti hanno completato un ciclo di studi universitari o secondari superiori; 7 punti percentuali in più di quanto registrato nell'anno record 2007.

 I dati sono di Unioncamere.

Il peso della cultura, dunque, sembra essere ancora un buon biglietto da visita per trovare lavoro. E nel 2008 fa polverizzare il record del 2007 che si era attestato al 43,9% di neoassunti laureati o diplomati.

Per quanto riguarda le lauree, quelle in economia e ingegneria sono le più richieste mentre tra i diplomati sono più ricercati i ragionieri.

L'indirizzo economico, evidenzia la ricerca di Unioncamere e ministero del Lavoro attraverso l'indagine Excelsior 2008, mantiene il primato delle richieste delle imprese: 26.110 i laureati con questa specializzazione che il sistema produttivo intende assumere entro l'anno. A ruota seguono l'indirizzo di ingegneria elettronica e dell'informazione (10.500), che precede quello di ingegneria industriale (9.220) e il sanitario e paramedico (7.290).

Alle spalle delle lauree con indirizzo insegnamento e formazione (5.840) si colloca l'indirizzo chimico-farmaceutico, con 4.900 richieste. I diplomi più gettonati si confermano quelli dell'indirizzo amministrativo e commerciale (111.900 assunzioni), seguito dall'indirizzo meccanico (33.840) che, rispetto allo scorso anno, ha superato l'indirizzo turistico-alberghiero (21.620). Oltre 15mila, infine, le richieste dell'indirizzo elettrotecnico.

Notevoli le differenze a livello territoriale. Se nel Nord-Ovest la quota di laureati e diplomati richiesti dalle imprese arriva addirittura a raggiungere il 56% (il 14% interesserebbe i titoli universitari, il 42% quelli secondari superiori), nelle altre ripartizioni la richiesta tende a ridursi. Si mantiene comunque molto alta nel Nord-Est (52%) e al Centro (50,7%), mentre si contrae notevolmente nel Mezzogiorno (45,2% la quota totale, con i laureati che dovrebbero incidere solo per il 7,3% ed i diplomati per il 38%).

A livello provinciale, le quote più consistenti di laureati sul totale delle assunzioni programmate a livello locale, dovrebbero interessare Milano, Torino, Trieste, Reggio Emilia e Roma. Quelle meno consistenti Grosseto, Lecce, Ragusa, Enna e Pistoia. Catania, Venezia, Varese, Lodi e Reggio Calabria, invece, sono le province che ricercano le quote più elevate di diplomati. Minori le opportunità, invece, per questi titoli di studio a Caserta, Foggia, Enna, L'Aquila e Messina.

 

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