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La Russia alla Nato: non avete alcun diritto morale per giudicarci PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 29 Agosto 2008 18:08

 

L'Unione europea deciderà di non imporre sanzioni contro la Russia, ma metterà le relazioni bilaterali "sotto sorveglianza".

 Lo hanno riferito fonti della presidenza francese in vista del vertice Ue di lunedì. Ma da Mosca arrivano ancora dichiarazioni che rialzano il livello della sfida nella crisi innescata dall'intervento in Georgia. Il ministero degli esteri russo, in una nota ripresa dall'agenzia Itar Tass, dice che le pressioni della Nato avranno conseguenze irreversibili. Poi aggiunge: la Nato ha ripetutamente ignorato le Nazioni Unite e le leggi internazionali e non ha "alcun diritto morale" per intervenire come giudice in affari internazionali.

 Oggi la Russia aveva anche accusato il G7 di giustificare l'aggressione georgiana in Ossezia del sud. 
Il ministero degli Esteri russo in un comunicato precedente aveva affermato che le dichiarazioni giunte dal 'club' relative alla condanna di Mosca per il riconoscimento  dell'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud sono volutamente "dirette a giustificare le azioni aggressive" della Georgia.

La Georgia rompe le relazioni diplomatiche con Mosca 

Dopo il voto del parlamento georgiano sulla rottura di ogni relazione diplomatica, oggi il Ministro degli Esteri georgiano ha ufficialmente richiamato gli ambasciatori dalla Russia, confermando la volontà parlamentare. Il governo di Tbilisi, inoltre, ora chiede l'apertura di un'inchiesta internazionale sugli eventi che hanno portato al conflitto. "I russi non si fermeranno qui",  ripete intanto il presidente georgiano Mikheil Saakashvili in un'intervista alla radio tedesca, sottolineando che "la Russia sta minacciando e distruggendo l'intero ordine europeo del dopo guerra fredda e del dopo Seconda Guerra Mondiale". Ma nel frattempo, Mosca, rinserra la sua influenza sulle regioni separatiste: Russia e Ossezia del sud firmeranno il 2 settembre un accordo per la creazione di basi militari russe sul territorio della repubblica secessionista georgiana. 

 

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