Sponsor

Banner

Pubblicità

Le nostre iniziative

Calendario ItalyMedia.it 2010 - Giada Martelli

Home Notizie Attualità e Cronaca Licenziate per il decreto Brunetta, 11 impiegate all'asta su YouTube

Donazioni

1€ PER I TUOI DIRITTI

SOSTIENI IL MOVIMENTO
"ITALIA DEI DIRITTI"

UN PICCOLO AIUTO PER LA LEGALITA'

Potete fare donazioni con :

PAYPAL, POSTEPAY e BONIFICO BANCARIO

- paypal, inviando la somma a italiadiritti@yahoo.it

- postepay, effettuando on-line, presso qualsiasi ufficio postale o presso qualsiasi ricevitoria Sisal una ricarica postepay sulla carta numero 4003-6005-8578-6249 intestata al presidente del movimento Antonello De Pierro.

- bonifico bancario su conto intestato al presidente del movimento Antonello De Pierro (codice IBAN: IT30 J056 9603 2180 0000 2079 X65)


Licenziate per il decreto Brunetta, 11 impiegate all'asta su YouTube PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 02 Settembre 2008 09:59
 

All'asta su YouTube in cambio di un posto di lavoro. E' la curiosa iniziativa intrapresa da undici precarie, licenziate dall'ospedale di Legnano dopo sei anni di lavoro nel call center della struttura sanitaria.

 

Nel video le donne mostrano un cartello in cui dicono di essere "le prime vittime del decreto Brunetta". Mentre Ornella, una delle 11 sfortunate, spiega: "Il 31 agosto ci e' scaduto il contratto e ci hanno comunicato la 'conclusione del rapporto di lavoro".

Il licenziamento sarebbe scattato per effetto "dell'articolo 49 del

decreto Brunetta, che impedisce alle pubbliche amministrazioni di ricorrere allo stesso impiegato precario per piu' di tre anni". La struttura sanitaria non ha voluto regolarizzare la loro posizione preferendo così di lasciarle senza lavoro.

 

"Da sei anni lavoravamo in quest'azienda ospedaliera come interinali - informano -. Eravamo precarie e lo sapevamo ma quando, tre anni fa, il contratto è stato rinnovato abbiamo sperato nelle voci che parlavano di stabilizzazione. Fino all'ultimo ci abbiamo creduto. Poi, la scorsa settimana, il direttore amministrativo dell'azienda ci ha detto che si doveva interrompere il rapporto a causa del "decreto Brunetta"".

 

Fonte