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Papa: "Serve una nuova generazione di politici cattolici" PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Domenica 07 Settembre 2008 13:50

Benedetto XVI ha esortato la Chiesa e i cattolici a tornare ad «essere capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica»

CAGLIARI
Il cristianesimo arrivi nelle famiglie, «cellule della società», ai giovani, «assetati di verità e di ideali proprio quando sembrano negarli», così come «il mondo del lavoro, dell’economia, della politica», che ha bisogno di «una nuova generazione di laici cristiani» che abbiano «rigore morale» e «competenza»: è l’auspicio espresso da Benedetto XVI nel corso di una messa celebrata di fronte a centomila fedeli a Cagliari in occasione del centenario della proclamazione della Madonna come patrona della Sardegna.

«Maria vi aiuti a portare Cristo alle famiglie, piccole chiese domestiche e cellule della società, oggi più che mai bisognose di fiducia e di sostegno sia sul piano spirituale che su quello sociale. Vi aiuti - ha proseguito il Papa dal sagrato del Santuario di Nostra Signora di Bonaria - a trovare le opportune strategie pastorali per far sì che Cristo sia incontrato dai giovani, portatori per loro natura di nuovo slancio, ma spesso vittime del nichilismo diffuso, assetati di verità e di ideali proprio quando sembrano negarli».

«Vi renda capaci - ha proseguito Benedetto XVI - di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica, che necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile». Assistono alla messa del Papa, tra gli altri, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Regione Sardegna Renato Soru.

Il premier Berlusconi ha accolto il Pontefice questa mattina all'aeroporto di Cagliari: «Un’occasione importante per rendere omaggio al Papa. Non volevamo mancare, sono venuto qua con piacere per incontrare il pontefice in Sardegna».
Quelli che «volevano la Chiesa nel silenzio, e che ancora gradirebbero che i sacerdoti e i vescovi fossero confinati dentro le chiese - ha poi continuato il Cavaliere - si sono sempre ispirati a principi opposti ai nostri, alle teorie marxiste-leniniste, in parole semplici al comunismo»

«Nessun esponente del nostro schieramento politico - prosegue Berlusconi in un’intervista rilasciata al quotidiano "Unione sarda" - si è mai sognato di mettere in discussione la libertà di espressione sui fatti politici da parte dei rappresentanti della Chiesa. Nè mai lo farà. Anzi, siamo profondamente grati al Pontefice e ai vescovi per i suggerimenti e le parole di incoraggiamento che ci hanno riservato in questa prima fase del nostro mandato di Governo».