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Ddl Carfagna, la prostituzione è reato. Ma solo in pubblico PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 11 Settembre 2008 16:32

 

 

Prostituirsi in strade, piazze ed altri luoghi pubblici sarà reato, poichè è un atto che desta "allarme sociale". Questo il senso del disegno di legge presentato dal ministro delle Pari Opportunità Mara Cafrfagna e approvato dal Consiglio dei Ministri.

 La prostituzione insomma non diventerà un reato in sè, ma solo e quando esercitato in luogo pubblico, questo significa che chi lo fa in una casa privata non è perseguibile.

Saranno perseguiti anche i clienti oltre che le lucciole, entrambi rischiano da 5 a 15 giorni di arresto ed una multa per un importo che va da 200 fino a 3mila euro. L'obiettivo, dichiarato dal Ministro, è combattere soprattutto lo sfruttamento anche minorile.

Nuove norme anche in questo senso, con sanzioni più severe: da 6 mesi a 4 anni a chi cerca di convincere un minore, anche senza pagamento, ad avere rapporti sessuali e una multa dai 1.500 ai 6mila euro.

Il provvedimento poi punisce con la reclusione da sei a dodici anni e con il pagamento da 15 mila a 150 mila euro chi recluta o induce alla prostituzione minorile o chi trae profitto, anche solo nelle forme di favoreggiamento, dalla prostituzione di minori. Se il minore ha meno di 16 anni, la
pena aumenta di un terzo a due terzi.  Vengono inoltre introdotte nuove norme per il rimpatrio di minori, non accompagnati, che si prostituiscono. L'obiettivo e' il ricongiungimento del minore
con la propria famiglia. Si tratterà di procedure accelerate e semplificate. Il ministro per le pari opportunita', Mara Carfagna, ha assicurato che "non saranno rimpatriati quei minori per i quali non c'e' convinzione di accoglienza nel proprio paese".

Proprio su questa norma si è scagliata l'Ong Save the children, che si occupa delle condizioni dei bambini nel mondo, l'articolo andrebbe "stralciato" questo perchè  "Il rimpatrio assistito deve avvenire solo se il provvedimento corrisponde al suo superiore interesse e una volta fatte alcune valutazioni fondamentali. Bisogna considerare persecuzioni, violenze, abusi che il ragazzo potrebbe correre in caso di rimpatrio in una nazione afflitta da guerre; la
situazione sociale del paese di origine; la possibilita', disponibilita' e capacita' dei genitori o di parenti, ad accogliere il minore", continuano dall'Organizzazione.

"Lo Stato italiano ha l'obbligo di assicurare piena protezione a tutti i minori. La previsione del disegno appena licenziato prevede specifiche misure, addirittura accelerate e semplificate,
per il rimpatrio assistito di minori stranieri non accompagnati che siano stati coinvolti in attivita' di prostituzione e questo e' molto preoccupante".

 

Fonte