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Obama, Berlusconi dopo la gaffe attacca "Non pensavo fossero così imbecilli" PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 07 Novembre 2008 13:47

Il premier non intende chiedere scusa per la battuta sul nuovo presidente Usa "abbronzato" "Ho letto i giornali e sono di buon umore, si sono autodichiarati pubblicamente". Pd all'attacco, Franceschini: "Presidenti Camere e ministri si dissociano". E sul sito del New York Times sono stati pubblicati oltre 1.200 messaggi indignati

  

MOSCA - "Li conoscevamo già ma non pensavamo fossero così tanto imbecilli". Così Silvio Berlusconi, lasciando Mosca, diretto a Bruxelles per il Consiglio europeo straordinario, ha risposto ai cronisti italiani che gli chiedevano il suo stato d'animo dopo la lettura dei giornali e le tante critiche piovutegli addosso per le sue parole su Barack Obama. A cominciare da quelle del Pd, che attraverso il numero due Dario Franceschini ha chiesto a presidente delle Camere e ministri di dissociarsi sal premier.
La gaffe di ieri. Berlusconi, parlando dopo l'incontro a Mosca con il presidente russo Medvedev, aveva definito Obama "giovane, bello e abbronzato", scatenando un putiferio di reazioni. Il commento è stato ripreso infatti tra scandalo e stupore da tutta la stampa internazionale e da diversi siti americani, in molti casi per stigmatizzare l'ambiguità razzista di quella che il presidente del Consiglio si è affretato a definire una "carineria".
La reazione del Pd. In conferenza stampa, Franceschini ha dichiarato: "Chiediamo ai presidenti delle Camere, ai ministri e agli esponenti del governo di dire parole di dissociazione. Facciano sentire la loro voce per dire che sono sbagliati questi toni, gli insulti e il turpiloquio". E sulla definizione di "imbecilli" indirizzata dal premier all'opposizione, e "vogliono la laurea del coglione" riservata a Walter Veltroni, il numero due democratici ha attaccato: "Non si può ricorrere al turpiloquio: siamo oltre lo scontro politico, siamo all'insulto volgare. Immaginate Sarkozy che dà del coglione a Segolene Royal, o Gordon Brown a Cameron". Il Paese reagisca alla volgarità, ha concluso.
Le altre reazioni italiane. Il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: "Berlusconi non aveva intenzione di offendere. Da parte di Veltroni e company c'è il tentativo di andare allo scontro frontale". Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: "A scandalizzarsi sono solo alcuni politici italiani, certo non gli americani". Il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: "Fare battute sulla razza nel momento in cui l'America si libera del pesante fardello di 150 anni di razzismoè la la cosa più infelice che si potesse fare".
Le reazioni americane. Sul sito del New York Times, sono stati pubblicati i commenti di quasi 1.200 persone stizzite dalla battuta del premier italiano. Intanto, secondo quanto riferisce la Cnn, Barack Obama ha chiamato al telefono alcuni leader del mondo, ma non ancora Silvio Berlusconi. Il presidente eletto ha parlato con l premier australiano Kevin Rudd, il britannico Gordon Brown, il canadese Stephen Harper, il Primo ministro israeliano Ehud Olmert, il giapponese Taro Aso, con la cancelliera tedesca Angela Merkel, con il presidente francese Nicolas Sarkozy e il capo di Stato sudcoreano, Lee Myung-bak, il presidente messicano Felipe Calderon.
La mobilitazione via web. Gianfranco Mascia, già inventore dei comitati "Boicotta il Biscione", ha lanciato un blog (http://abbronzatissimi.wordpress.com/) e una proposta: "Troviamoci tutti a Roma, oggi dalle 17.30 in poi, a Largo Argentina, davanti alla Fertrinelli. Con le nostre facce Abbronzantissime. Fieri di essere imbecilli, coglioni e Abbronzantissimi".
Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Novembre 2008 14:22