Berlusconi: «Nella magistratura ci sono grumi eversivi» Stampa
Scritto da Redazione   
Venerdì 29 Maggio 2009 00:01

 

«Ci sono grumi eversivi nella magistratura italiana»: è la convinzione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, esplicitata in un passaggio del suo discorso all'assemblea annuale di Confesercenti.

 Il premier ha precisato che non lascerà «la politica fino a che non ci sarà la separazione delle carriere tra pm e giudici».Le parole di Berlusconi, in questi passaggi, sono state accompagnate da parecchi fischi, ma anche da applausi. Berlusconi ha reagito ai fischi: «Siete quattro o cinque, siete percentualmente irrilevanti. Domani - ha aggiunto - i titoli dei giornali saranno "Berlusconi contestato a Confesercenti". Ma io ho le spalle larghe, più mi si contesta più mi confermo nei miei intendimenti e si rafforza la mia volontà di lavorare per il bene di questo straordinario Paese». Pensate, ha aggiunto, «che qualcuno dice a me "fatti processare" ma io sono il campione degli imputati. La Guardia di Finanza ha compiuto 587 visite alle mie aziende». Il premier ha inoltre sottolineato che in questi 15 anni la magistratura è sempre intervenuta a ridosso di elezioni o momenti politicamente importanti e quindi ha difeso la necessità del lodo Alfano. «Questa legge - ha sottolineato - firmata dal Capo dello Stato permette alle quattro più alte cariche dello Stato di occuparsi del Paese senza dover subire l'aggressione delle toghe rosse».
No ai fondi Fas per la spesa corrente. Il governo non ha ancora distribuito alle Regioni, attraverso il Cipe, le risorse dei Fas (Fondi aree sottoutilizzate), ha detto il Cavaliere, perché «non vogliamo che questi fondi vadano dalle infrastrutture alle spese correnti, in particolare la Sicilia che ha un esercito di forestali». Berlusconi ha detto che aspetta dalle regioni un Piano per l'uso dei fondi infrastrutturali e un Piano complementare. «Ogni Regione ha diritto ad avere questi fondi» ma, spiega che il Cipe non ha ancora potuto provvedere per i dubbi sulle destinazioni delle risorse. E rivela di aver fatto bloccare una sedute del Comitato interministeriale già convocata per venerdì scorso perché, nonostante una sessione notturna di lavoro, le incertezze non erano state ancora fugate. «Non siamo - chiarisce - riusciti a convincerci che» quelle delle Regioni «fossero indicazioni giuste, che non fossero spese correnti invece che spese per infrastrutture». La prossima riunione del Cipe dovrebbe comunque, conclude, portare alla definizione degli stanziamenti.
Clandestini: nei respingimenti niente di non umanitario. «Nei respingimenti dei clandestini non c'è niente di non umanitario. Si tratta di imbarcazioni pericolosissime che vengono individuate, ai clandestini viene dato da mangiare e poi vengono riportate sul territorio libanese», ha detto il premier. «Questo è accaduto - prosegue - perchè il governo precedente aveva fatto capire ai paesi orientali e all'Africa che le nostre frontiere erano aperte. Noi non subiremo più questa immigrazione e siamo disposti ad accettare in Italia chi ha un lavoro e non chi è costretto a ricorrere al crimine per vivere».
Veto alla Commissione europea: a parlare sia un'unica voce. «Porrò un veto: che a parlare sia solo il presidente della Commissione europea e i suoi portavoce». Per Berlusconi gli altri commissari «parlino a tu per tu con i governi perché bisogna smetterla con i funzionari europei che parlano tutto il giorno e che così danno fastidio». Il cavaliere ha detto che in campagna elettorale si parla di tutto «meno che dell'Europa a cui dobbiamo invece dare un "drizzone" per farla migliorare». Il presidente del Consiglio ha poi difeso la scelta di giovani candidati del Pdl per Strasburgo: «Abbiamo scelto dei candidati che possano dare la garanzia della loro presenza continuativa a Bruxelles e a Strasburgo. Questo si deve fare per poter difendere al meglio gli interessi del nostro Paese in Europa».

 

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