Stupro alla Bufalotta, spunta un supertestimone Stampa
Scritto da Redazione   
Sabato 06 Giugno 2009 18:31

 

 

C'è un supertestimone dello stupro della donna di 34 anni avvenuto alla Bufalotta nella notte tra martedì e mercoledì.

L'uomo, rientrando a casa verso mezzanotte, ha visto aggirarsi nella zona dei garage un "tipo strano, una persona con l'aria stralunata".
"Intorno a mezzanotte - ha raccontato l'uomo, un vicino di casa della vittima - rincasando con l'auto ho visto aggirarsi nella zona un tipo strano, una persona con l'aria stralunata: sembrava che si fosse appena fumato uno spinello o qualcosa del genere. Ho sentito la musica del solito gruppo di ragazzi che si ritrova in un box sfitto per suonare, per questo non mi sono allarmato troppo. Pensavo che quello strano tipo che sembrava completamente "fumato" fosse lì insieme a loro. Così ho messo l'auto nel mio box, e me ne sono andato a dormire".
E' uno spunto investigativo pesante per gli inquirenti. E ci sono altri tre elementi su cui gli investigatori stanno lavorando: il cellulare rubato, le impronte digitali e biologiche, il racconto della vittima.
Il primo elemento, il cellulare portato via dallo stupratore, poggia sulla speranza che l´uomo non l´abbia preso solo per impedire alla vittima di chiamare rapidamente i soccorsi. Se non l´ha buttato nel primo cassonetto, la scia di tracce informatiche e fisiche che si porta dietro - dal dialogo digitale con i satelliti a quello reale con il ricettatore, se tenterà di venderlo - potrebbe rivelarsi decisivo come è accaduto per le violenze di Guidonia e della Caffarella. Il numero della donna, una giornalista 34enne di un mensile che i colleghi descrivono come «molto seria e molto concentrata sul lavoro», è comunque staccato dalla notte della violenza.
Il secondo elemento, le impronte digitali e biologiche sui vestiti e sul nastro da pacchi usato per bloccarle le mani e tapparle la bocca, è fondamentale: gli esami di laboratorio tenteranno di isolare il "dna" dell´aggressore da qualsiasi traccia organica nei tessuti della camicetta e della gonna. La firma biologica verrà confrontata con la banca dati delle forze dell´ordine. Più complesso, ma potenzialmente più efficace, è il lavoro da fare sul nastro da pacchi: oltre ai peli potrebbero essere rimaste intrappolate le impronte digitali dello stupratore, che non indossava guanti. Se emergessero con chiarezza, l´incrocio avverrebbe con una banca dati ben più ampia, e se l´uomo non è incensurato verrebbe immediatamente individuato.

Infine ci sono i pochi dettagli utili impressi nella memoria della vittima: agli inquirenti ha raccontato che l´uomo era di corporatura media, e che ha parlato poco e con accento romanesco, vero o camuffato che fosse. Era vestito di scuro, e indossava un passamontagna "Mephisto" nero. Non è molto, ma anche su questo gli inquirenti stanno lavorando. L´uomo non ha avuto difficoltà a entrare nei garage condominiali, nei fondi della palazzina: il cancello elettrico era fuori uso da un paio di mesi. Ma tutta la ricostruzione dell´aggressione, avvenuta poco oltre mezzanotte, è al vaglio degli inquirenti: non c´è alcun dubbio che la violenza sia avvenuta, ma il luogo esatto e le circostanze debbono essere ancora accertate e confermate.
Intanto, la famiglia della donna le si è stretta intorno: «Mia nipote? Sta meglio rispetto a ieri. Reagisce perché deve farlo», s´infuria lo zio: «Negli ultimi anni Roma si è imbastardita. Per questo avevo scelto di scappare dalla capitale: le donne per avere sicurezza sono costrette a chiudersi in casa o andare all´estero».
«In questi mesi - accusa Roberto Morassut (Pd) - qualcuno ha mentito ai romani. Di notte ci sono solo 12 volanti: girano senza pezzi di ricambio, spesso senza carburante e in condizioni di estrema difficoltà». Altro che "Patto per Roma sicura": «La città sta impazzendo a causa delle promesse non mantenute del sindaco». «È inutile che il Pd cerchi in extremis di riguadagnare qualche voto puntando sulla sicurezza: la credibilità della sinistra su questo fronte è bassissima», taglia corto il sindaco Alemanno. Ma le accuse non arrivano solo dal centrosinistra: «Roma e le sue periferie sono travolte dall´insicurezza. Basta interventi di facciata - dice Luciano Ciocchetti (Udc) - bisogna porre fine a quest´aria da Far West».

 

Fonte

 

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