Afghanistan, attacco agli italiani. Esplode un ordigno, muore un parà Stampa
Scritto da Redazione   
Martedì 14 Luglio 2009 19:01

La vittima è il primo caporal maggiore Alessandro Di Lisio, 25 anni, di Campobasso. Napolitano: "Addolorati, ma la missione di pace è condivisa". Il padre del ragazzo: "Non ci posso credere". Obama: "Tutti noi dobbiamo pensare a una strategia d'uscita"




KABUL - Un militare italiano è rimasto ucciso e altri tre sono stati feriti nell'esplosione di una bomba in Afghanistan.

 

I tre paracadutisti sono fuori pericolo. La vittima è il primo caporal maggiore Alessandro Di Lisio, di Campobasso, classe 1984, in missione da 4 mesi, esperto artificiere dell'Ottavo genio guastatori della Folgore; lascia i genitori e due sorelle.
"Non posso crederci, non è vero, forse è uno scherzo?, così ha reagito, Nunzio Di Lisio, il padre del ragazzo. Con Di Lisio salgono a 14 i militari italiani morti in Afghanistan. La procura di Roma ha aperto un fascicolo sull'accaduto. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa riferirà domani pomeriggio alle 16 in aula alla Camera.
Secondo le informazioni diffuse dallo Stato maggiore della Difesa, questa mattina a circa 50 chilometri a nord-est di Farah una pattuglia di paracadutisti della Folgore e del Primo Reggimento Bersaglieri è stata coinvolta nella deflagrazione di un ordigno led posizionato lungo la strada. Nell'esplosione, che ha coinvolto il primo mezzo, sono rimasti feriti tre parà, mentre un quarto è deceduto per le ferite riportate subito dopo essere stato trasportato all'ospedale militare di Farah.
"Nessuno dei tre parà rimasti coinvolti nell'esplosione è in pericolo di vita", ha annunciato il colonnello Massimo Fogari, portavoce del capo di Stato maggiore della Difesa. I mezzi e gli uomini coinvolti nell'attacco erano diretti a una caserma afghana a Farah. Il rinforzo era stato chiesto dalle forze armate locali che, sotto costante attacco dei ribelli, con riuscivano a completare i lavori di costuzione della struttura.

Alessandro Di Lisio era "un militare preparato", che aveva già affrontato altre missioni fuori area, ad esempio l'Iraq, dov'era stato nel 2005, afferma il comandante dell'8/O reggimento Guastatori Paracadutisti di Legnago, colonnello Vittorio Stella.
"Alessandro - spiega l'ufficiale - era partito per l'Afghanistan nella seconda metà di aprile. Complessivamente dalla nostra caserma, in diverse fasi, erano partiti 50 ragazzi, che a Farah, come compagnia del genio guastatori, erano di supporto al primo reggimento di fanteria". "Credo che Alessandro sia deceduto all'istante" aggiunge l'ufficiale. "Era un ragazzo in gamba, molto preparato", conclude Stella.
Con l'attentato di oggi salgono a 14 i militari italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione italiana nel 2004. Di questi la maggioranza è rimasta vittima di attentati, altri invece sono morti in incidenti, alcuni per malore.
Morti anche due soldati statunitensi. Nella stessa giornata odierna anche due soldati statunitensi sono stati uccisi in un attacco nel sud del Paese. Circa 4.000 marine stanno combattendo contro i ribelli in una vasta offensiva lanciata nel sud del Paese tre settimane fa per scacciare i militanti talebani dalle loro roccaforti prima delle elezioni presidenziali e provinciali del 20 agosto.
Obama: "Pensiamo a una exit strategy". "Tutti noi dobbiamo pensare a una efficace strategia di uscita dall'Afghanistan" ha detto il presidente americano. "Vorremmo - ha aggiunto Obama - che gradualmente le forze armate, la polizia, i tribunali e il governo del Paese si prendano la responsabilità della loro sicurezza".
Cruciali le elezioni di settembre: "Se saranno un successo, entreremo in una fase differente per il paese".





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