Lampedusa, gommone alla deriva. Respinti in Libia 14 migranti Stampa
Scritto da Redazione   
Giovedì 30 Luglio 2009 15:50

Gli extracomunitari, tra cui due donne ed un ragazzo, raccolti nel canale di Sicilia. Rifocillati dall'equipaggio di un motopesca, riaccompagnati verso il porto di partenza


PALERMO - Respinti in Libia 14 migranti soccorsi su un gommone alla deriva nel Canale di Sicilia.

 L'equipaggio di un peschereccio di Mazara del Vallo li ha raggiunti per primo, 35 miglia a sud di Lampedusa. "Erano rimasti senza benzina", racconta Nicolò Russo, comandante del motopesca. "Erano stremati. Gli abbiamo dato acqua e cibo". Tra gli extracomunitari anche due donne ed un ragazzo. Sono stati trasferiti su una motovedetta della Guardia di Finanza e riaccompagnati in Libia da dove erano partiti.

L'Sos l'avevano lanciato ieri sera gli immigrati con un telefono satellitare. Stamane, di primo mattino, l'avvistamento dal peschereccio Florio. "E' stata la centrale operativa della Marina militare maltese a segnalarci la presenza del gommone", ha detto il comandante del motopesca.

Dopo un'attesa di ore al largo della costa di Lampedusa, le autorità marittime italiane hanno deciso di applicare ai migranti il cosiddetto "respingimento" e hanno ordinato al comandante della motovedetta della Finanza di far rotta verso la costa libica con i 14 migranti a bordo.

Nell'aprile scorso, tra Roma e La Valletta era scoppiata una guerra diplomatica. Per giorni il peschereccio che aveva raccolto 154 migranti tra cui il cadavere di un extracomunitario morto durante la traversata, rimase alla fonda mentre i governi dei due paesi si palleggiavano la responsabilità di accogliere i sopravvissuti. Alla fine il ministro dell'Interno italiano Roberto Maroni annunciò che il governo aveva deciso di introdurre nei confronti dei migranti il cosiddetto "respingimento" in Libia, Paese di partenza. La scelta sollevò aspre polemiche anche dalle organizzazioni umanitarie internazionali ma l'esecutivo non cambiò idea e strinse con le autorità libiche un patto per contenere l'emigrazione verso le isole siciliane lasciando alla marina maltese il compito di organizzare i soccorsi nello specchio di mare al largo della Tunisia e della Libia.

Fonte

 

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