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| Il lodo Alfano è illegittimo, De Pierro soddisfatto |
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| Scritto da Redazione |
| Mercoledì 07 Ottobre 2009 01:00 |
Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Il verdetto della Consulta è sinonimo di democrazia. Ora vogliamo che la giustizia chiarisca le responsabilità penali a carico del premier”
In uno stato normale una legge di questo tipo non sarebbe mai stata varata soprattutto in presenza dell’articolo 3 della Costituzione Italiana che prevede l’uguaglianza, davanti alla legge, di tutti i cittadini”. A dirlo è Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, che commenta così la sentenza della Corte Costituzionale che ieri ha dichiarato illegittimo il lodo Alfano, il provvedimento che sospendeva tutti i processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato. E’ l’articolo 3 e 138 della Costituzione ad essere violato dalla legge approvata dal Parlamento nel luglio 2008 e promulgata poi dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Dunque la sentenza di ieri azzera il provvedimento, riavviando così i due processi milanesi in cui Berlusconi è indagato. “Sono rattristato del fatto di doverne discutere ancora, visto che da15 anni in Italia non si fa altro che promulgare leggi destinate a salvaguardare il premier dalle imputazioni della magistratura. Non so e non mi permetterei mai – continua il fondatore del movimento a tutela e difesa dei cittadini - di dire se il premier è colpevole o innocente, sta di fatto che se continua a farsi scudo con leggi appositamente nate per fornirgli una sorta di impunità, questo non ci sarà mai dato sapere”. Dalla parte del presidente del Consiglio del Consiglio si è schierata tutta la maggioranza di governo, criticando la decisione della Consulta e difendendo lo stesso provvedimento. “Il comportamento del centro-destra appare quanto mai scriteriato e irresponsabile denotando una mancanza totale di rispetto istituzionale nei confronti della Corte Costituzionale e trasmettendo un messaggio molto negativo ai cittadini – precisa De Pierro – Inoltre non è un mistero che Forza Italia sia stata fondata anche da qualche pregiudicato e che nelle file del PdL si annidano molti soggetti sulle cui teste pesano condanne definitive a vario titolo. Quindi l’atteggiamento tenuto evidenzia una sorta di copertura dell’illegalità espressa per meri calcoli e opportunismi politici”. De Pierro sferra poi l’attacco anche contro la Lega Nord mirando la dubbia coerenza del Carroccio. “Bossi annuncia una guerra di popolo ed è molto grave per chi un giorno aveva difeso a spada tratta l’operato di Tangentopoli e gridava nelle piazze che mai si sarebbe alleato con i fascisti. D’altronde per la Lega le contraddizioni fanno parte della propria peculiarità genetica.” De Pierro invita poi a riflettere su un paradosso circa l’atteggiamento critico di una parte del potere verso la magistratura. “Proviamo a immaginare ad una nazione dove questa sorta di immunità che Berlusconi si è garantito, a colpi di legge e decreti e con gravi responsabilità anche della sinistra, riuscisse a garantirsela chiunque si macchi di violazione del codice penale. Lo scenario inquietante non ha bisogno di ulteriori elementi per essere messo a fuoco. Alla luce di ciò – continua il presidente dell’Italia dei Diritti - non possiamo che essere soddisfatti per il pronunciamento da parte della Consulta che, anche se per poco, ci ha fatto respirare qualche anelito di democrazia”. E sui possibili scenari futuri che potrebbero delinearsi a seguito della sentenza, De Pierro dice: “Se questi signori avranno l’impudenza di iniziare un lavoro per partorire una legge costituzionale, in seguito a quanto pronunciato dalla Consulta, ci troveremmo seriamente di fronte ad un processo di decadenza irreversibile della democrazia”. E sulle dimissioni del premier chieste da alcune forze politiche di sinistra, l’esponente del movimento afferma: “Non mi soffermerei molto su questo fatto in quanto, con questa sentenza, è stato semplicemente ribadito un elementare concetto democratico di eguaglianza. Berlusconi – conclude De Pierro - si faccia processare e per la questione politica auspicherei delle dimissioni ma non certo con riferimento a questo episodio ma per tutto quanto il Cavaliere ha attuato in materia politica dall’inizio del mandato, con danni irreparabili per la nazione. Chiudo con una sola certezza, che i cittadini onesti plaudono certamente la sentenza in questione e sono con noi. Chi è in disaccordo o è mosso da interessi di vario tipo o è vittima di una grave distorsione della coscienza da parte di un informazione abilmente mistificata e manipolata”.
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Ottobre 2009 10:35 |





