Berlusconi: elezione diretta del presidente della Repubblica Stampa
Scritto da Redazione   
Sabato 20 Marzo 2010 00:11

Il premier: "Vincere le regionali per le riforme. Meno parlamentari"

ROMA - In effetti, a sentire Silvio Berlusconi l’agenda post Regionali del governo risulta parecchio fitta. Oggi Silvio Berlusconi ha arricchito il “programma” di un punto non inedito, ma rispolverato in occasione della presentazione del suo libro “L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”. E quindi dopo la tornata elettorale, oltre alla riforma della giustizia, alle intercettazioni, al fisco e alla riduzione del numero dei parlamentari, il cavaliere promette che l’esecutivo si occuperà anche della «elezione diretta del presidente della Repubblica».
Per varare un pacchetto tanto sostanzioso Berlusconi chiede agli italiani di premiare il governo, vittima a suo dire di magistrati «politicizzati» che con un «atteggiamento premeditato» hanno escluso le liste del Pdl e hanno impedito all’esecutivo di parlare dei propri «successi» in campagna elettorale.
In compenso, accusa Berlusconi, si è parlato di intercettazioni pubblicate sui giornali, a partire da quelle di Trani: «Ho chiesto di pubblicare tutte le intercettazioni delle mie telefonate». Colloqui durante i quali, rivela Berlusconi, anche il presidente Agcom Corrado Calabrò definì «indegno» quanto andato in onda e si disse convinto della necessità di intervenire. Cosa resa impossibile a causa dell’atteggiamento del membro dell’Udc, sottolinea il premier, ma del retto «tutte le Autorità sono così, tutti i partiti ci parlano: il resto sono ipocrisie». E anche la telefonata con il comandante dei carabinieri non dimostra nulla: «Chiamai come qualsiasi cittadino che vede un reato chiama i carabinieri».
La presentazione del libro diventa una conferenza stampa improvvisata, dopo alcune “domande” di supporter azzurri un giornalista chiede a Berlusconi cosa pensi dell’arresto dell’ex vicepresidente della regione Puglia Sandro Frisullo, segnale per alcuni che la magistratura indaga senza guardare l’appartenenza politica. Chi ha disposto l’arresto è «un magistrato vero», replica il Cavaliere, «non è un magistrato di destra perchè non esistono magistrati di destra. Io conosco magistrati di sinistra che usano la giustizia a fini politici».
L’appuntamento scorre via fra le note accuse a una sinistra che manca di «senso dello Stato», a Michele Santoro che organizza «inaccettabili processi in tv» con un «pubblico fazioso in studio», affondi contro l’alleato centrista a ’macchia di leopardò: «L’Udc pratica il peggio del peggio della vecchia politica, della convenienza e dell’opportunismo». Il resto è l’impegno per una riforma delle intercettazioni che metta fine alla «barbarie» e all’allarme per una «spirale di odio» che rende il rischio di un’aggressione nei confronti del premier «costante».
Quanto alle Regionali, nel Lazio è «inimmaginabile» che Emma Bonino possa governare proprio «nella Roma cattolica, con la sua storia personale». Ma non succederà: «Vinceremo comunque, anche senza simbolo del Pdl sulla scheda».

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