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News dalle agenzie
| Casini volta le spalle a Silvio. E Berlusconi rilancia: «Abbiamo fatto quattro riforme in sette giorni» |
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| Scritto da Redazione |
| Sabato 31 Luglio 2010 20:35 |
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«Sono coniugato stabilmente e non cerco fidanzamenti». Pier Ferdinando Casini chiarisce che sono gli altri a «bussare alla porta dei centristi» e rispedisce al mittente le "avances" arrivate dalla maggioranza di centrodestra dopo la rottura con i finiani.
Si dice sicuro che nessuno dei suoi passerà con Berlusconi, «siamo blindati». Quello che serve, invece, secondo il leader Udc, è un governo di unità nazionale che «affronti il capitolo delle grandi riforme». Perché «il paese ha bisogno di un governo che governa, invece questo governo tira a campare». I centristi quindi non entreranno nell'esecutivo Berlusconi. Nemmeno Alleanza per l'Italia di Francesco Rutelli è disponibile a confluire nella maggioranza. In ambienti vicini all'ex sindaco di Roma il messaggio è chiaro: «nessuno pensi di spendere il nome di un movimento politico che è nato in modo coraggioso, nuotando controcorrente per operazioni balneari. Detto in cinque parole, non c'è trippa per gatti». Lo stesso appello è arrivato dall'Italia dei Valori. Antonio Di Pietro ha chiesto a Silvio Berlusconi di andare in Parlamento «per contare la sua maggioranza». Ma, al contrario di Pd e Udc vuole il ricorso a nuove elezioni per «evitare al paese di finire in macerie». Sempre dall'Idv Nello Formisano avverte: «le crisi politiche vannno vissute dentro il parlamento e non fuori di esso e magari attraverso una compravendita che non fa onore a chi la pratica».
La maggioranza prosegue sulla sua strada. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di fronte alle richieste di verifica parlamentare rilancia. E in una nota sottolinea che «nel corso di questa settimana il governo ha ulteriormente rafforzato il proprio profilo riformatore approvando quattro provvedimenti contro tante chiacchiere». Il riferimento è alla manovra economica, alla riforma dell'Università, al disegno di legge sulla cinematografia, al nuovo codice della strada. Berlusconi a palazzo Grazioli ha incontrato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e l'onorevole Anna Maria Bernini, considerata in passato vicina ai finiani e che potrebbe diventare il nuovo vice ministro allo Sviluppo Economico. Dicastero al quale andrebbe Paolo Romani. Intanto si avvicina il primo banco di prova per il governo: la mozione di sfiducia delle opposizioni al sottosegretario Giacomo Caliendopresentata alla Camera. «La maggioranza non è variata nei numeri ma si riarticolata sul piano parlamentare», puntualizza il deputato finiano Bendetto Della Vedova che ribadisce: «appoggiamo il governo che c'è e che deve fare tante cose, ad esempio il federalismo. Non c'è ragione per cui il governo cada». La situazione smuove anche la programmazione estiva della Rai. E la direzione generale sta valutando la possibilità di modificare i palinsesti per mandare in onda edizioni speciali di Ballarò e Porta a Porta. Giovanni Floris è pronto a rientrare martedì per uno speciale. Bruno Vespa frena. I contratti della sua redazione sono scaduti e riprenderanno a settembre. L'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, invita l'azienda ad affidare ai tg gli spazi di approfondimento per seguire l'evoluzione della situazione politica. |






