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| Berlusconi, Ruby e il Bunga-Bunga, De Pierro chiede dimissioni Premier |
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| Scritto da Redazione |
| Lunedì 24 Gennaio 2011 21:27 |
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Il presidente dell’Italia dei Diritti: “La smetta di gridare le ormai trite e ritrite frasi sui magistrati schierati e vada in procura a chiarire la questione se ritiene di essere difendibile. In ogni caso il buon senso vuole che in una tale situazione le sue dimissioni appaiano quanto mai appropriate”
Roma – “Avevamo pensato di attendere prima di pronunciarci in merito a questa vicenda per non alimentare il circo mediatico che ha spostato la sua attenzione sul versante gossip. Ora però che i fatti cominciano a prendere corpo con sostanziosi elementi non possiamo esimerci dal pronunciarci in merito. Stiamo assistendo ad uno spettacolo triste e desolante, un decadimento istituzionale che ci addolora fortemente perché l’Italia è il nostro paese, patria che amiamo, cui siamo legati, e non riusciamo ad accettare l’idea di essere derisi dal resto del mondo”.
Un coinvolgimento giudiziario oramai palese che dovrebbe destare forte scandalo nell’opinione pubblica, la quale però fa i conti con una ingiustificabile predilezione mediatica per i risvolti legati al gossip e con l’apparente assuefazione alle accuse penali che riguardano il presidente Berlusconi.
“Certo qualora si dimostrasse che il Premier fosse stato a conoscenza della minore età di Ruby – sottolinea De Pierro - , il reato ci sarebbe nei termini di favoreggiamento della prostituzione minorile, maggiormente pesante però è l’accusa di prevaricazione per l’ormai famosa telefonata in questura fatta da Berlusconi in persona, sulla quale sembra non ci siano più dubbi. Il presunto reato qui ha un nome ben definito, si chiama concussione e sembrerebbe incastrare lo stesso Presidente poiché se non avesse saputo che Ruby era minorenne, ci domandiamo, cosa l’avrebbe spinto a telefonare in questura per sollecitarne un affidamento a Nicole Minetti. Comunque su questo, con buona pace del Premier, lasciamo lavorare la procura, che riteniamo territorialmente competente e non certo politicizzata, ma semplicemente ligia al proprio dovere istituzionale, e ci auguriamo per lui che riesca ad uscirne pulito. Berlusconi la smetta di gridare le ormai trite e ritrite frasi sui magistrati schierati e vada in procura a chiarire la questione se ritiene di essere difendibile. In ogni caso – chiosa il presidente del movimento Italia dei Diritti - il buon senso vuole che in una tale situazione le sue dimissioni appaiano quanto mai appropriate”. |





