De Pierro, Gheddafi dittatore sanguinario e va processato per crimini contro l’umanità Stampa
Scritto da Redazione   
Sabato 26 Febbraio 2011 14:58

Il presidente dell’Italia dei Diritti : “C’è da dire che  Berlusconi gli amici se li sa scegliere molto bene, andando proprio a pescare tra i titolari delle dittature più sanguinarie del pianeta. Sono in molti comunque a portare nelle proprie coscienze il peso e la responsabilità politica di quanto sta accadendo”


Roma –  I drammatici fatti che stanno sconvolgendo la Libia non lasciano indifferente Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti il quale, sdegnato dalle violenze,  dichiara sentita vicinanza alle migliaia di vittime: “Esprimo a nome di tutto il movimento la più ferma condanna per quello che Gheddafi sta facendo in Libia contro la sua gente, colpevole soltanto di chiedere rispetto per i diritti umani, cosa che purtroppo, in 42 anni di dittatura del colonnello libico, è stata solo un miraggio. ? inconcepibile ciò che sta avvenendo davanti agli occhi della comunità internazionale, manifesto la più totale solidarietà nei confronti di chi in queste ore sta dimostrando e combattendo in piazza per inseguire un tanto atteso sogno democratico. Nel dizionario – prosegue De Pierro -  non riesco ad individuare le parole adatte per qualificare un personaggio quale è Gheddafi, che non merita di essere citato come appartenente al genere umano. Un dittatore sanguinario che dovrebbe essere, sempre se catturato vivo, cosa che mi auguro, processato immediatamente per crimini contro l’umanità”.

 

Il despota libico, osteggiato dal violento moto insurrezionale ha più volte visitato il nostro paese, l’ultimo sontuoso soggiorno risale ad agosto del 2010 nella Capitale. Fatti che allora, e in misura maggiore alla luce della sanguinosa e tragica attualità, suscitano disappunto e riprovazione nel presidente del movimento extraparlamentare.

 

“Gheddafi è un  criminale – prosegue De Pierro -  non c’era bisogno di assistere a quanto sta accadendo in questi giorni, con la feroce repressione da lui ordinata, per giudicarlo come tale. Certamente andava fermato molto prima e invece, probabilmente, il suo nome è legato a vicende oscure che fanno parte del triste elenco di misteri irrisolti dell’Italia e non solo. Non riesco a rendermi ancora conto di come qualcuno, e mi riferisco soprattutto all’attuale presidente  del Consiglio Silvio Berlusconi, abbia potuto accoglierlo, stipulando a nome dell’Italia trattati di amicizia ed esibendosi anche in un baciamani deplorevole e ridicolo. Certo – asserisce con amara ironia - c’è da dire che il nostro Premier gli amici se li sa scegliere molto bene, andando proprio a pescare tra i titolari delle dittature più sanguinarie del pianeta. Sono in molti comunque a livello internazionale a portare nelle proprie coscienze il peso e la responsabilità politica di quanto sta accadendo in queste ore”.

 

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