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Pdl Lazio, Franco Fiorito indagato per peculato PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 12 Settembre 2012 00:00

L'ex capogruppo del Pdl finisce nel registro degli indagati per il reato di peculato. Nel fascicolo processuale, oltre all’informativa del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza, c'è anche una segnalazione dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia su movimenti di denaro sospetto, trasferito all’estero, negli ultimi due anni

 

Franco Fiorito

Defenestrato a luglio, quando un documento siglato da nove consiglieri del suo partito ha portato alla sua sostituzione come capogruppo con FrancescoBattistoni. E, da oggi, iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per peculato. L’ex capogruppo Pdl della Regione Lazio Franco Fioritofinisce sotto inchiesta per la gestione dei fondi regionali assegnati al partito. L’indagine, svolta dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal pubblico ministero Alberto Pioletti ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati dopo la consegna, oggi in procura, di un’informativa del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza cui l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia aveva segnalato movimenti sospetti di denaro e trasferimento di soldi all’estero negli ultimi due anni. L’inchiesta giudiziaria punta ad accertare l’apertura di alcuni conti presso banche spagnole, con denaro assegnato dalla Regione Lazio al Pdl, intestati a se stesso.

Fiorito, in qualità di presidente del gruppo Pdl, aveva accesso ai conti del partito e ne avrebbe abusato. Numerosi i suoi acquisti: una Smart da 16mila euro, una Bmw da 88mila, e molto altro ancora. Tanto che dal 2010 ad oggi, il gruppo Pdl alla Regione ha speso ben 5 milioni e 976mila euro. Attraverso la documentazione bancaria fornita da Unicredit sarà possibile ripercorrere a ritroso tutte le transazioni monetarie del gruppo degli ultimi due anni. Movimenti di cui Fiorito dovrà rispondere direttamente: nel regolamento del Pdl infatti, la figura del capogruppo e del tesoriere coincidono.

“Apprendo dalle agenzie di stampa di un procedimento a mio carico per il quale personalmente non ho ricevuto comunicazione – ha dichiarato il consigliere del Pdl –  e qualora fosse confermato, non mi stupirei visto le innumerevoli falsità messe in giro ad arte su questa vicenda. Come sempre nutro massimo rispetto e fiducia nel lavoro svolto dagli inquirenti. Sarà questa un’ottima occasione per spiegare chiaramente i termini di tale vicenda e il quadro completo nel quale essa è contenuta”.

 

Fonte