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Pdl Lazio, Guardia di Finanza in consiglio regionale. Fiorito si autosospende PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 14 Settembre 2012 00:00

Le fiamme gialle acquisiscono documentazione nella sede della Pisana nell'ambito dell'inchiesta sulle spese dell'ex capogruppo Fiorito. Le indagini stanno intanto provocando forti scossoni nel partito. Ieri riunione di 12 ore, ma nessun provvedimento. E la Polverini è furibonda

Franco Fiorito

Acquisizione di documenti sono in corso presso la sede del consiglio regionale del Lazio. Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Roma, sta cercando documentazioni in relazione all’inchiesta sulla gestione dei fondi del Pdl che vede indagato per peculato l’ex capogruppo Franco Fiorito. Dai primi accertamenti erano emerse spese ingenti sotto forma di bonifici, ma anche vacanze in resort e acquisto di auto. Dopo le polemiche di ieri Fiorito si è autosospeso. “Decisione – ha detto Angelino Alfano– che il Popolo delle Libertà ha immediatamente accolto e che implica anche la sua decadenza da segretario provinciale del partito di Frosinone”. Alfano ha anche aggiunto che convocherà i coordinatori regionali del partito per una valutazione sulla situazione politica regionale.

Le perquisizioni. Gli investigatori hanno ricevuto il mandato dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal pm Alberto Pioletti che ieri, nell’ambito dell’inchiesta per peculato, hanno sentito come persona informata sui fatti il successore Francesco Battistoni. I pubblici ministeri si stanno concentrando in particolare su 109 bonifici che Fiorito avrebbe effettuato dalle casse del partito verso cinque suoi conti correnti in Italia e all’estero. Le fiamme gialle è stata incaricata dalla procura di perquisire l’abitazione e l’ufficio nella disponibilità dell’ex capogruppo del Pdl. L’avvocato Carlo Taormina, intanto, ha depositato la nomina a difensore di Fiorito.

Il duello Fiorito-Battistoni. “La situazione dei conti del Pdl – ha spiegato Battistoni agli inquirenti – è ormai nota a tutti. Sono venuto qui per fornire ai magistrati elementi di certezza e chiarezza”. Ieri però era stato inoltre diffuso un contro dossier che mette in luce i conti spese dei singoli consiglieri regionali del gruppo, tra i quali alcuni che potrebbero sembrare non direttamente riconducibili all’attività politica. Una guerra aperta, dunque, che coinvolge oggi l’intera compagine pidiellina della Regione Lazio. “Sto valutando l’ipotesi – ha detto Battistoni, che nell’indagine è persona informata dei fatti – di presentare una denuncia per diffamazione”. Fiorito è quasi spavaldo (d’altronde aveva già dato prova in passato di questo sua attitudine): “Battistoni è andato in Procura ad autodenunciarsi?”.

Il terremoto nel partito. Ieri tutto ciò aveva provocato un mini-terremoto all’interno del partito, facendo sentire scricchiolii anche a livello nazionale. Ora sembra che la vicenda finirà direttamente nelle mani del segretario nazionale Angelino Alfano. Ma ieri la presidente della Regione Renata Polverini era uscita da una riunione del Pdl visibilmente contrariata.

Sembrava si andasse verso la sospensione per Fiorito. Ma dopo 12 ore di riunione non è avvenuto niente. “Al momento il Pdl – ha detto la Polverini – non è stato in grado di concludere una riunione alla quale io ovviamente non ho partecipato. E non parteciperò più. Aspetto l’esito del Pdl, dopodichè deciderò cosa fare. Se Fiorito è stato sospeso? Chiedetelo al Pdl: riguarda loro, non me”. Tutto rimandato a stamani. A confermarlo erano stati ieri i coordinatori nazionale e regionale del partito, Denis Verdini e Vincenzo Piso: “Stiamo procedendo con l’istruttoria”. Una posizione poi confermata da una nota del partito: “Le risultanze di tali attività saranno poste nella giornata di domani al Segretario Nazionale Angelino Alfano per le opportune decisioni connesse all’assoluta volontà di perseguire chiunque abbia leso l’interesse generale delle istituzioni e del partito”.

La Polverini si aspettava provvedimenti severi che non sono arrivati, ma lo stesso Fiorito, uscendo, era sembrato molto sicuro di sé: “Ho fornito dei chiarimenti. Se ho preso i soldi? Assolutamente no, altrimenti ora sarei in galera”.

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