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Via libera a Cannabis in Toscana, il parere di Caporale PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Mercoledì 04 Febbraio 2015 13:47

Il responsabile per la Sanità dell'Italia dei Diritti: “Tutto quello che è controllato, verificato, e tracciato, è corretto. Naturalmente, bisogna agire sempre nel contesto del controllo e non ne sono ammessi usi impropri. Il medicinale va sempre somministrato in base al paziente che ne ha bisogno”

Roma - Via libera da parte della Regione Toscana all’utilizzo della Cannabis e dei suoi derivati a scopi terapeutici. A darne l’annuncio è stato il presidente della giunta, Enrico Rossi. Da aprile, infatti, sarà operativa la legge che autorizzerà i medici di famiglia toscani a prescrivere l’utilizzo dei farmaci cannabinoidi per finalità terapeutiche, naturalmente nel rispetto dei principi dell’autonomia e responsabilità del medico nella scelta della terapia da eseguire e dell’evidenza scientifica.  Simili medicinali, prodotti dall’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze, saranno disponibili presso le farmacie dell’Asl o qualora si tratti di disabili e anziani, verranno inviati direttamente a casa.

Sulla questione è intervenuto Manlio Caporale, responsabile per la Sanità dell'Italia dei Diritti, il quale ha tenuto a precisare che: “Tutto quello che è controllato, verificato, e tracciato, è corretto. Se quindi, tutta la filiera è conosciuta – come nel caso di specie, dove l'incarico di produrre farmaci derivati dalla cannabis è stato affidato allo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, già noto produttore di altri presidi sanitari e medicinali in condizioni di massima sicurezza -, il farmaco può essere utilizzato poiché, a quel punto, è sicuro. Peraltro, lo si utilizza per scopi conosciuti e soltanto in casi strettamente necessari. È questo l’aspetto importante da sottolineare, ovvero la somministrazione di un farmaco che è necessario, che non è un veleno, e che è indispensabile in certe condizioni. Chi è che oggi farebbe operazioni senza anestesia? Inoltre, da sperimentazioni scientifiche risulterebbe che i cannabinoidi hanno la capacità di ridurre i dosaggi degli analgesici oppiacei, quali la morfina e similari, evitando così i fenomeni di assuefazione caratteristici degli stessi.Naturalmente, bisogna agire sempre nel contesto del controllo e non ne sono ammessi usi impropri. Il medicinale va sempre somministrato in base al paziente che ne ha bisogno”.

 

L'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro ha voluto, altresì, spiegare che la possibilità introdotta da questo provvedimento, ovvero l'utilizzo della cannabis per finalità terapeutiche, va tenuta distinta dalla questione relativa alla liberalizzazione delle droghe leggere. In merito a ciò sostiene: “Quello è un altro discorso. Le due cose non vanno assolutamente confuse. Drugs in inglese non significa solo droghe, ma anche medicinali. E molti sono i farmaci che hanno effetti psicotropici, ecco perché vanno prescritti in base alle condizioni del paziente. Del resto, anche chi fa abuso di alcol può cadere in una dipendenza. Obiettivo di questa legge è quello di garantire una platea più ampia ad un farmaco, che va acquistato come qualsiasi altro mutualistico”.

 

        

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