I disturbi visivi, il laser ad eccimeri e la tecnica Lasek Stampa
Scritto da Administrator   
Giovedì 21 Settembre 2017 18:16

lasikDa anni è possibile trattare chirurgicamente i vizi di refrazione come miopia, ipermetropia e astigmatismo grazie all'uso del laser ad eccimeri. Negli ultimi vent'anni sono state sviluppate varie tecniche chirurgiche volte a minimizzare i tempi di recupero e a garantire un sempre più confortevole decorso intra e post operatorio.

Sono lontani i tempi in cui era possibile compensare i difetti visivi solo con l'uso di occhiali o lenti a contatto. Grazie al progresso scientifico il paziente non è più vincolato a utilizzare ausili visivi per svolgere le attività quotidiane.

Il laser a eccimeri, un bisturi di estrema precisione

Il fulcro intorno al quale sono state sviluppate le tecniche chirurgiche oftalmologiche più innovative degli ultimi trenta anni è il laser ad eccimeri.

Esso, grazie all'impiego di gas nobili, produce una luce laser nell'area dell'ultravioletto che crea un fascio di fotoni chimicamente eccitati in grado di modificare i legami molecolari presenti nelle cellule corneali.

In soli trenta secondi la cornea del paziente subisce un rimodellamento micro millimetrico: asportando minime quantità di tessuto si modifica la geometria corneale col risultato di eliminare il difetto visivo presente e ripristinare una visione corretta.

Perché si interviene sulla cornea

La cornea è una struttura trasparente convessa posta nella parte anteriore del bulbo oculare; grazie alla sua curvatura (potere diottrico) indirizza i raggi luminosi sulla retina, dove sono convertiti in immagini. Una variazione in eccesso o in difetto del potere diottrico corneale causa un difetto visivo, precisamente:

  • Maggior curvatura corneale e/o bulbo oculare più lungo: miopia.
  • Minor curvatura corneale o lenticolare e/o bulbo oculare più corto: ipermetropia.
  • Differenza di curvatura tra il meridiano orizzontale e verticale corneali: astigmatismo.

 

Come si interviene

Sono state messe a punto varie tecniche: PRK, LASEK, LASIK e FEMTOLASIK. Quest'ultima richiede l'impiego in sequenza di due differenti apparecchiature laser: famtolaser e laser ad eccimeri.

In questa sede andiamo a descrivere più nel dettaglio la tecnica LASEK, acronimo di Laser Assisted Sub Epithelial Keratectomy.

Dal punto di vista tecnico si profila come una combinazione tra la tradizionale tecnica Prk e la Lasik. 

Nel corso dell'intervento con tecnica LASEK l'epitelio corneale viene separato dallo stroma sottostante creando un lembo sottilissimo di sotto al quale si pratica l'ablazione con il laser ad eccimeri per modificare la geometria della cornea e correggere il vizio refrattivo. Il lembo è quindi riposizionato e disteso sullo stroma appena trattato, è applicata una lente corneale terapeutica al fine di proteggere il lembo e di facilitare la sua adesione e integrazione al letto sottostante.

Che tipo di anestesia si utilizza

L'intervento si esegue in anestesia topica, mediante la sola instillazione di gocce di collirio anestetico prima e durante la procedura.

Quando scegliere un intervento con tecnica Lasek

Questa tecnica è indicata per la correzione di miopia, ipermetropia ed astigmatismo, soprattutto nei casi in cui la cornea è relativamente sottile.

Femtolasik

Questa tecnica è indicata per la correzione di miopia, ipermetropia ed astigmatismo, specialmente nei casi in cui la cornea ha uno spessore notevole e consente di praticare l'intervento in assoluta sicurezza.

L'intervento si esegue in anestesia topica.

La prima fase consiste nella preparazione di un lembo di tessuto corneale stromale (più spesso e consistente rispetto al lembo epiteliale della LASEK) mediante l'impiego del FEMTOLASER. Questo laser è in grado di separare con estrema precisione e regolarità il tessuto corneale, ottenendo un lembo di spessore uniforme e di geometria regolare.

Tale lembo viene sollevato, l'ablazione con laser ad eccimeri viene praticata sullo stroma sottostante (letto corneale) per correggere il difetto visivo, quindi il lembo è riposizionato sul letto corneale appena trattato. Il lembo aderisce immediatamente, consentendo il recupero di una buona visione già dopo poche ore dall'intervento. Il decorso post operatorio è silente, in quasi totale assenza di sintomi irritativi o dolorosi. Si consiglia comunque di restare a riposo almeno il giorno stesso dell'intervento.

La chirurgia refrattiva oggi

Dall'esordio della chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri (1995) ad oggi, nel mondo sono stati eseguiti oltre 10.000.000 interventi.

Dopo decenni di intensa attività chirurgico-oftalmologica, il paziente che intende sottoporsi a un intervento di chirurgia refrattiva incontra un’esperienza di lunga data, forte della valutazione scientifica e statistica degli effetti della chirurgia per un periodo assolutamente rilevante. Trattandosi comunque di un intervento chirurgico di altissima precisione, è necessaria un’adeguata valutazione specialistica in fase preoperatoria. Questa prevede la scrupolosa esecuzione di esami clinici e strumentali indispensabili per la verifica delle condizioni necessarie per valutare l'idoneità all’intervento.

Il paziente dovrà sottoporsi a:

  • Visita oculistica generale
  • Esame in cicloplegia
  • Esame della motilità oculare
  • Esame del fondo oculare
  • Topografia corneale
  • Pachimetria
  • Pupillometria dinamica
  • Aberrometria

 

Quando operarsi

Perché il paziente sia ritenuto idoneo ad un intervento di chirurgia refrattiva il difetto visivo deve essere stabile da almeno un anno. L’arco temporale in cui è normalmente indicato eseguire l’intervento è dai 20 ai 50 anni, con indicazioni differenti a seconda del difetto visivo specifico e delle condizioni oculari generali per il singolo paziente.

In estrema sintesi: abbandonare occhiali e lenti a contatto è possibile e sicuro. In presenza delle adeguate condizioni cliniche, la chirurgia refrattiva che impiega Laser ad Eccimeri e Femtolaser è in grado di intervenire positivamente sui difetti visivi quali miopia, astigmatismo, ipermetropia e talvolta presbiopia. Le tecniche più moderne, Lasek e Femtolasik, permettono di limitare moltissimo i sintomi irritativi nella fase post operatoria e consentono il recupero di un'ottimale funzione visiva in tempi molto brevi.

 

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