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Rischio soia PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 01 Novembre 2006 01:00
di Paola Emilia Cicerone
L'abuso di prodotti a base di questo legume può alterare lo sviluppo sessuale e la fertilità maschile
Hot dog di soia
La soia? Ideale per chi vuole evitare di consumare troppe proteine animali, sostituendole con tofu 'latte' e surrogati di bistecche. Ma tanto entusiasmo potrebbe nascondere qualche rischio. A lanciare l'allarme è il quotidiano 'The Guardian', che ha rispolverato alcuni studi che segnalano i potenziali rischi di un eccessivo uso di soia, legato soprattutto agli isoflavoni, gli ormoni vegetali contenuti in questi legumi.

Il primo a parlarne è stato nel 1991 un tossicologo neozelandese, Mike Fitzpatrick, che ha cominciato a studiare gli effetti della soia sull'organismo dopo essere stato contattato da un allevatore di pappagalli che vedeva invecchiare prematuramente i suoi animali, nutriti con un mangime a base di soia. Diversi studi hanno poi confermato che un consumo eccessivo di prodotti a base di soia, soprattutto latte, può alterare lo sviluppo sessuale dei neonati.

Tanto che un recente articolo del 'British Medical Journal' riferisce che in Israele, dove gli ebrei ortodossi fanno largo uso di latte di soia, le autorità sanitarie raccomandano di limitarlo il più possibile per i bambini e di evitarlo del tutto per i neonati. E anche gli adulti dovrebbero fare attenzione a non abusare di soia, fino a quando non sarà fatta chiarezza sui possibili rischi di tumore e infertilità maschile emersi da studi su animali e retrospettivi. Una doccia fredda per quanti attribuiscono proprio all'elevato consumo di soia il buono stato di salute di alcune popolazioni orientali.

In realtà, avvertono i ricercatori, nella tradizione orientale la soia è consumata dopo aver subito un processo di fermentazione, che serve ad aumentarne la digeribilità e ridurre i fitoestrogeni e componenti potenzialmente tos sici, come l'acido fitico: e comunque si usa in quantità inferiori rispetto alla moderna dieta anglosassone, visto che derivati della soia sono presenti nel 60 per cento degli alimenti di produzione industriale.