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| Macerata, in 50 nel Tolentino accusano malori per acqua inquinata |
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| Scritto da Redazione |
| Giovedì 12 Giugno 2008 08:48 |
Per una sostanza non ancora identificata, da un pozzo privato. Ordinanza del sindaco per divieto d'uso quartiere vicino cimitero Tolentino (Mc), 11 giu. - (Adnkronos) - Sono una cinquantina, fra cui un bambino di 4 mesi, che hanno avuto dei malori a causa dell'inquinamento dell'acquedotto comunale, avvenuto in un quartiere di Tolentino (Macerata) per lo sversamento di acqua, inquinata da una sostanza non ancora identificata, da un pozzo privato.
Il sindaco di Tolentino, Luciano Ruffini, che ieri ha emesso un'ordinanza di divieto di uso dell'acqua comunale nelle vie interessate, rassicura tutti i cittadini, in una nota, che ''il problema rilevato a seguito dell'inquinamento di una piccola porzione dell'acquedotto comunale nella zona del cimitero comunale e' completamente sotto controllo e che riguarda solo ed esclusivamente una precisa area circoscritta''. Chi abita nelle vie interessate dall'ordinanza, ''non puo' utilizzare l'acqua distribuita nell'acquedotto comunale per scopi alimentari diretti, bere e cucinare -spiega Ruffini, sono consentiti tutti gli altri usi. Di concerto con l'Assm Spa di Tolentino e' stato predisposto, anche con l'ausilio della Protezione civile provinciale, un punto di rifornimento alternativo di acqua potabile a mezzo di cisterne nelle aree interessate dall'ordinanza di divieto''. L'Assm Spa, in qualita' di Ente gestore della rete idrica, di concerto con la Zona sanitaria Asur ZT 9 e con l'ausilio dell'Agenzia di protezione ambientale provinciale, sta facendo eseguire approfondite verifiche sanitarie e analisi sull'acqua distribuita in rete anche per l'individuazione analitica delle sostanze inquinanti. L'Assm ha attivato tutte le procedure tecniche e manutentive al fine di eliminare qualsiasi rischio di immissioni di qualunque natura e provenienza nella rete idrica pubblica, tali da causare inquinamento. Con lo scopo di evitare il ripersi di questi gravi fatti, ed in attesa delle analisi e delle indagini, Ruffini ''obbliga tutti coloro che detengono e gestiscono pozzi privati nel territorio del Comune di Tolentino, di provvedere affinche' gli impianti alimentati da pozzo non siano in alcun modo, neppure tramite impianto idrico interno, collegati alla rete idrica di acqua potabile, onde evitare di incorrere nei reati di inquinamento di acqua potabile previsti dal Codice penale''.
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