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Addio a Stefano Rosso cantò gli amici e lo spinello PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 16 Settembre 2008 01:00

L'artista è morto ieri a Roma, dove era nato nel dicembre 1948. Su un sito i messaggi e le testimonianze d'affetto

  

  

ROMA - Gli bastavano "due amici, una chitarra e uno spinello", e "la ragazza giusta che ci sta", poi tutto il resto non aveva importanza. Con queste battute, nella canzone Storia disonesta, Stefano Rosso aveva conquistato la popolarità negli anni Settanta. Ieri sera, all'età di sessant'anni, il cantautore si è spento nella sua Roma, dove era nato il 7 dicembre 1948. I funerali si terranno domani mattina alle 10 nella basilica di Santa Maria in Trastevere.

Cantante e chitarrista, vero cognome Rossi, l'artista faceva parte della scuola dei cantautori romani. E negli anni ha mantenuto uno zoccolo duro di fan: lo dimostrano i messaggi di affetto comparsi sul suo sito internet. Sulla homepage, una sua foto in bianco e nero e una frase tratta da una sua canzone, Il treno dei papaveri: "...e domani sereno volerò in braccio a Dio, tra i papaveri e il treno perché lì è il posto mio".

All'interno, su una pagina nera, uno spazio bianco dove lasciare un pensiero. Ha cominciato questa mattina la figlia Stefy che ha aperto le testimonianze d'affetto con un "grazie". In pochi minuti sono stati decine i messaggi inviati, come quello di Anna Rita: "Ciao Stefano, ero giovane quando tu eri giovane... tienimi un posto su quel treno".

E ancora: "Ciao Stefano, il tuo tempo, i tuoi sogni, le tue melodie non sono più di casa in quest'epoca. Ma io, giovane brufoloso dell'epoca, ti ricorderà sempre con leggerezza e quella nostalgia dolce e inafferabile come le tue poesie..." è il messaggio lasciato da Gianni, mentre Fenix ha scritto: "Addio compagno e compagnia dei primi spinelli di gioventù".

Stefano Rosso aveva debuttato nel 1969, in coppia col fratello nel duo Romolo e Remo, con la canzone Io vagabondo. Partecipò al Festival di Sanremo nel 1980 con L'italiano. Da ricordare, tra le sue canzoni impegnate, anche Odio chi e Bologna '77, dedicata a Giorgiana Masi, la ragazza uccisa a Roma, vicino al Ponte Garibaldi, durante una manifestazione.

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