Mentre il dibattito politico si avvita su presunti scandali sentimentali, il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro richiama l'attenzione sul merito professionale della scrittrice, già documentato anni fa in via Bissolati, denunciando una morbosità mediatica che oscura i veri drammi del Paesi, dalla sanità al lavoro

Roma – Negli ultimi giorni, il dibattito pubblico italiano è stato letteralmente sequestrato da quella che molti definiscono la "polemica di primavera", il presunto legame sentimentale tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e la giornalista e scrittrice Claudia Conte. Mentre le opposizioni incalzano su presunti conflitti d’interesse e i tabloid si nutrono di ogni frame video, emerge una riflessione necessaria sulla natura del merito e sulla "morbosità" del costume nazionale.
A riportare l’attenzione sui contenuti, distanziandosi dal brusio del gossip, è Antonello De Pierro, giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro. Per comprendere la caratura professionale della Conte, occorre fare un passo indietro, lontano dalle luci del Viminale, fino a un evento emblematico svoltosi in via Bissolati, a Roma.
Via Bissolati, quando il merito precedeva il gossip
Correva l’anno della presentazione del saggio-romanzo "Il vino e le rose" (Armando Curcio Editore). In un’elegante cornice presso la sede di Banca Generali, Claudia Conte, allora nota al grande pubblico anche per il suo impegno nella serie Rosy Abate, presentava un’opera complessa sull’eterna sfida tra il bene e il male.
In quell'occasione, il sostegno di Antonello De Pierro non fu una semplice presenza formale. Il leader dell'Italia dei Diritti - De Pierroi, da sempre impegnato n patrocinare iniziative culturali meritevoli, espresse un giudizio eccellente sulla giovane autrice. Per De Pierro la Conte rappresentava già allora una voce fuori dal coro, una personalità capace di unire il fascino dello spettacolo alla profondità della riflessione etica e sociale.
Le numerose testimonianze fotografiche di quella serata ritraggono un De Pierro partecipe e convinto. Scatti che lo vedono al fianco di una radiosa Claudia Conte in abito azzurro, ma anche in compagnia di altre eccellenze del panorama artistico, come l’attrice Elisabetta Pellini e una delle spumeggianti gemelle Rai Laura Squizzato. Sullo sfondo di quel parterre de rois, si scorge anche l'attore Saverio Vallone, a testimonianza di un evento che aveva saputo catalizzare il meglio del mondo intellettuale romano.
Un parterre di prestigio
L'evento, fortemente voluto dal private banker Andrea Petrangeli, non era un semplice cocktail party, ma un crocevia di istituzioni e cultura. Tra gli ospiti che condivisero quel momento di riflessione sulla contemporaneità figuravano Francesco Apolloni, Toni Fornari, Alex Partexano, Francesca Valtorta, il magistrato Roberto D’Alessandro, l’onorevole Antonio Paris, il presidente del Rotary Orazio De Lellis, Giorgio Meneschincheri (Tennis&friends),Giuseppe Lepore (Centro Europeo Turismo e Spettacolo), l'editore Giò Di Giorgio, il regista Vittorio Carfagna, lo scrittore Pascal Schembri, il professor Massimo Danese, l'attuale sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli e la giornalista Lucilla Quaglia.
La critica di De Pierro: "Basta con i sexy-gate"
Oggi, di fronte alle insinuazioni di favoritismi legate alla vicenda Piantedosi, la posizione di Antonello De Pierro è netta e va oltre il caso singolo. Pur evitando deliberatamente di entrare nel merito della vita privata del ministro, su cui intende non esprimersi, De Pierro solleva una questione di principio che scuote la coscienza civile. "Non è possibile che in Italia sia spesso il gossip, il 'sexy-gate' o lo scandalo sentimentale a mettere in crisi le figure istituzionali," sembra suggerire l'analisi del presidente dell'Italia dei Diritti - De Pierro..
Secondo De Pierro esiste una morbosità esasperata che distrae il "popolino" dai veri problemi. Mentre l'opinione pubblica è ipnotizzata dal buco della serratura, i cittadini subiscono quotidianamente disservizi cronici come le liste d'attesa bibliche nella sanità, carenze infrastrutturali come trasporti inefficienti e strade prive di manutenzione, piaghe sociali come precariato, mancanza di sicurezza sul lavoro e inquinamento ambientale dovuto a discariche abusive.
Merito vs insinuazione
L'accanimento mediatico su Claudia Conte appare dunque, agli occhi di chi, come De Pierro, ne conosce il percorsoe Pierro, come un modo per sminuire una preparazione solida e una rete di contatti costruita in oltre un decennio di attività. Se il giudizio su un ministro dell'Interno deve basarsi sull'operato politico (sicurezza, legalità, gestione del territorio), quello su una professionista della comunicazione deve basarsi sui fatti.
L'evento di via Bissolati resta la prova tangibile che Claudia Conte era già una figura di riferimento per il "salotto buono" della legalità romana molto prima delle cronache attuali. Il sostegno di Antonello De Pierro, allora come oggi, si muove su un binario preciso: la tutela del merito culturale contro la deriva del fango mediatico.
Fino a quando lo scandalo farà più notizia del diritto alla salute o al lavoro, l'Italia resterà ostaggio di una politica dell'immagine che nasconde, sotto il tappeto del gossip, le polveri sottili di una nazione che attende risposte concrete.



