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Prostituzione, la pineta di Ostia è un bordello a cielo aperto PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Lombardi   
Domenica 20 Luglio 2008 12:36

Antonello De Pierro presenta i risultati sconcertanti di un’inchiesta dell’Italia dei Diritti

 

20/07/2008 - Roma - Appare lento ma inesorabile il declino della pineta di Ostia. La riserva naturale continua a far parlare di sé per il degrado e il decadimento in cui è caduta da anni, invasa com’è di prostitute e transessuali, sporcizia e rifiuti organici d’ogni genere.

 Per i residenti del XIII Municipio e per tutti i cittadini della capitale, proverbiali sono divenuti l’indifferenza e l’immobilismo delle amministrazioni che si sono succedute e che troppo poco hanno fatto fin’ora. A nulla è valsa la recente e propagandistica iniziativa del presidente del Municipio Giacomo Vizzani che, coadiuvato dalle forze dell’ordine, ha tentato tardivamente di reprimere il grave problema che purtroppo oggi, dopo anni di indifferenza delle istituzioni, è divenuto pura e semplice consuetudine.
Il Movimento dell’Italia dei Diritti sta da tempo denunciando uno scempio che è sotto gli occhi di tutti, residenti e visitatori: la pineta di Ostia è divenuta una vera e propria alcova all’aperto, una casa per appuntamenti alla luce del sole. Sulle strade, con cadenza regolare, si incontrano prostitute e trans di ogni età e nazione, mentre all’interno è possibile trovare profilattici e fazzoletti a iosa, siringhe usate, reti e materassi marcescenti, per non parlare dei rifiuti organici causati dalle assidue frequentazioni dell’area. C’è anche chi, tra gli ‘operatori del sesso’ o gli avventori più assidui ed attenti, improvvisa rifugi accoglienti, con sedie e poltroncine ben tenute, pareti ricavate tra i rovi e pattumiere arrangiate. E non c’è pace neppure la domenica, giorno in cui l’area verde si trasforma in oasi per centinaia di famiglie romane, da sempre abituate alla passeggiata o al pic-nic tra i pini. I bambini sono costretti a giocare tra il sudiciume e il mercanteggiamento sessuale, che non si placa neppure nelle ore diurne.
Di controlli neanche a parlarne: per ore rappresentanti dell’Italia dei Diritti sono stati all’interno della pineta e sulle strade adiacenti senza imbattersi in alcun controllo o posto di blocco delle forze dell’ordine, che latitano in quest’area tanto quanto le istituzioni di ieri e di oggi.
Il paradosso è che il problema non riguarda una fetta irrilevante della cittadinanza romana: da un’indagine condotta dal Movimento, presieduto da Antonello De Pierro, a Roma il 50% dei cittadini possono considerarsi clienti abituali di transessuali e prostitute, e non mancano particolari raccapriccianti: “Il problema è grave e preoccupante – sostiene De Pierro – e coinvolge personalità insospettabili, anche coniugate, molto in vista nella capitale. Non bisogna sottovalutare la questione: questo stato di cose è causa di un’emergenza sanitaria oltre che di gravi problemi di sicurezza stradale per tutti i cittadini. Inoltre – continua il presidente del Movimento – spesso si tende a sottovalutare la questione, pensando che la cosa riguardi solo il marito della vicina, ma non è così. L’Italia dei Diritti non smetterà di lottare contro il degrado che continua nella pineta di Ostia e a breve, dato l’immobilismo delle istituzioni, aprirà un sito in cui verranno pubblicate targhe ed eventualmente le foto degli insospettabili frequentatori più in vista della città”.