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| Disastro di Seveso: a distanza di anni si scoprono nuovi problemi |
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| Scritto da Redazione |
| Mercoledì 30 Luglio 2008 16:41 |
Un ricercatore dell'Università a Milano ha dimostrato la correlazione tra le disfunzioni della ghiandola e la diossina. L'esperto: "L'ipotiroidismo non è più pericoloso"A distanza di trentadue anni si scoprono nuove conseguenze al disastro di Seveso.L'incidente all'Icmesa, avvenuto il 10 luglio 1976 a Seveso, fa ancora parlare di sé. I danni fisici si contano tutt'oggi: non solo ricadute tumorali (la diossina che fuoriuscì dalla ditta è stata giudicata cancerogena di primo livello dall'Onu) e altre patologie a vari organi. L'ultima scoperta, in ordine di tempo, riguarda la tiroide. Il ricercatore ha analizzato la funzionalità della tiroide in oltre mille bambini nati tra il 1994 e il 2005 in tre zone distinte di Seveso: la più esposta, un quartiere colpito meno intensamente e uno che non è rimasto inquinato. Andrea Baccarelli e la sua equipe sono partiti da una ricerca scientifica realizzata sugli animali, in cui era stato dimostrato l'effetto diretto della diossina sulla funzionalità della ghiandola, per arrivare a sostenere risultati analoghi anche sugli esseri umani. Il campione di bambini preso in considerazione ha evidenziato che i neonati maggiormente esposti alla sostanza chimica hanno problemi tiroidei 6,6 volte in più. Le disfunzioni della tiroide (iper o ipo tiroidismo) sono abbastanza frequenti nelle donne di una certa età: la tiroide è coinvolta nella trasformazione in energia degli alimenti e risponde agli impulsi chimici cerebrali secernendo due ormoni. L'adulto ipotiroideo aumenta di peso, è freddoloso ed è spesso stanco. Anche nei bambini, però, questa disfunzione non è poi così rara, tanto che almeno un neonato su 2000/2500 nasce ipotiroideo: «Fino a qualche decennio fa l'ipotiroidismo nei neonati era pericoloso - commenta il professor Luigi Bartalena, primario di endocrinologia all'ospedale di Circolo - La disfunzione dava origine a nanismo o a cretinismo. Ecco perchè si stabilì per legge un test al terzo giorno di vita dei bambini. La mancanza di produzione degli ormoni tiroidei si risolve con la terapia sostitutiva farmacologica».
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