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| Il Pd diviso sul testamento biologico. È la prima prova per Franceschini |
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| Scritto da Redazione |
| Lunedì 23 Febbraio 2009 19:44 |
Dorina bianchi, capogruppo in commissione sanità, non firma l'emendamento «ufficiale». Rutelli contro la sospensione dell'idratazione. D'Alema: «Incivili i trattamenti obbligatori» ROMA - È la prima grana per Dario Franceschini. Mentre la commissione Sanità del Senato esamina il disegno di legge presentato da Raffaele Calabrò (Pdl) sul testamento biologico, il Pd si spacca. E anche se le dichiarazioni dei vari esponenti puntano a trovare una «mediazione», le posizioni appaiono diverse. La linea ufficiale del gruppo sul ddl (che non prevede la possibilità per il soggetto di decidere sui trattamenti di nutrizione e idratazione artificiale e per questo ha raccolto molte critiche, tra cui quella di Beppino Englaro) è quella espressa nell'emendamento a prima firma AnnaFinocchiaro (e sottoscritta dai vice Luigi Zanda e Nicola Latorre). Il testo prevede che «nell'ambito del principio dell'autodeterminazione, nel rispetto dell'articolo 32, secondo comma, della Costituzione, è ammessa l'eccezionalità del caso in cui la sospensione di idratazione e nutrizione sia espressamente oggetto della dichiarazione anticipata di trattamento». BIANCHI - Ma il testo non è stato firmato dalla capogruppo del Pd, Dorina Bianchi. «In questa prima fase non ho firmato nessun emendamento relativo a idratazione e nutrizione. Non c'è da parte mia nessuna polemica. Ma su un punto così delicato, ora preferisco assumere una posizione equilibrata e tenermi libera per lavorare a un emendamento maggiormente condiviso - spiega la senatrice -. Se avessimo avuto più tempo avremmo potuto lavorare meglio». La decisione della Bianchi è stata criticata dal senatore Pd, Ignazio Marino: «Uno sconforto» il fatto che «il capogruppo in Commissione abbia serenamente ritenuto di non firmare gli emendamenti proposti dal suo stesso partito».
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