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Di Pietro declina l'invito di Napolitano alla tregua PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Domenica 12 Luglio 2009 19:14

IdV non accoglie l'appello del Presidente e attacca il Governo

Antonio Di Pietro


"Mi dispiace, sig. Presidente della Repubblica, Napolitano, ma noi dell`Italia dei Valori sentiamo il dovere di declinare il suo nuovo appello 'dopo la tregua per il G8, ora serve, nell`interesse del Paese, un clima piu' civile, corretto e costruttivo tra Governo ed opposizione'".

 

Lo scrive il leader Antonio Di Pietro in un intervento sul suo blog nel quale denuncia anche l'arrivo di "una nuova 'legge porcata'", quella dello scudo fiscale smentita da palazzo Chigi. "Non so cosa ci trovi Lei, ma noi non ci troviamo nulla di 'civile, corretto e costruttivo' in questi comportamenti del Governo e della sua maggioranza parlamentare - prosegue Di Pietro - e per questa ragione continueremo a fare opposizione senza sconti alcuno, dentro e fuori del Parlamento".

In arrivo nuova 'legge porcata'
"E` in arrivo una nuova 'legge porcata', ammantata anche questa volta da un velo di umanita'. Ora la nuova porcata viene giustificata con la necessita' di trovare i fondi per la ricostruzione dell`Abruzzo. Anche questa volta il Governo Berlusconi ha fatto ricorso al solito collaudato escamotage: far filtrare la notizia per vedere 'che effetto che fa', salvo poi smentire quando ancora una volta si viene presi con le 'mani nella marmellata'".

In un intervento sul suo blog Antonio Di Pietro denuncia l'esistenza di un emendamento al dl manovra che prevederebbe uno scudo fiscale per il rientro dei capitali dall'estero. "L`emendamento, nella sua attuale bozza, che esiste davvero, che proviene dagli uffici del ministero dell`Economia e di cui 'Repubblica' ha copia - prosegue Di Pietro - prevede una sanatoria con 'esclusione di punibilita" per coloro che, avendo denaro all`estero, provvedono a farlo rientrare in Italia acquistando titoli di Stato (Bot e Cct). Se solo si riflette un istante ci si puo' subito rendere conto che ci troviamo, semplicemente e terribilmente, di fronte ad un ennesimo riciclaggio di Stato, un vero e proprio reato. Gia', perche' l`unico denaro depositato all`estero che finora non poteva e non puo' essere fatto rientrare in Italia e' quello di provenienza illecita, giacche' tutti coloro che hanno acquisito o depositato legalmente utili all`estero possono tranquillamente farli rientrare in Italia". "Invece il denaro di cui parliamo e' solo ed esclusivamente quello proveniente da evasioni fiscali, falsi in bilancio, bancarotte fraudolente, emissione di fatture false, o ancor peggio traffico di droga, traffico di armi, di organi, di sfruttamento della prostituzione e simili. Insomma - avverte l'ex pm - stanno consentendo ai mafiosi, ai camorristi, ed ai potenti della `ndrangheta di riportare proventi criminali in casa e di 'sbiancarne' la provenienza. Non solo: stanno consentendo anche ai tanti 'furbetti' del quartierino come Tanzi, come Cragnotti, come Fiorani di fare altrettanto". Di Pietro si spinge fino a dire che "tra i possibili 'beneficiari' della decisione c`e' anche la piu' potente nomenclatura economica finanziaria italiana, come la famiglia Agnelli, la famiglia Marcegaglia, lo stesso Silvio Berlusconi. Bastano nomi come questi per comprendere il perche' la maggior parte degli organi di informazione (la cui proprieta' spesso appartiene proprio a evasori fiscali conclamati) tacciono". "Questi sporchi soldi in un uno Stato di diritto non dovrebbero essere condonati, bensi' sequestrati e confiscati e quindi assegnati per la ricostruzione de l`Aquila - conclude Di Pietro -. Faccio appello alla dignita' degli aquilani affinche' rifiutino questi soldi sporchi, proventi illeciti di evasori, truffatori, ma anche venditori di morte, con droga ed armi, e di magnaccia senza scrupolo e pretendano che il Governo ci metta soldi veri e puliti per la ricostruzione".


Fonte

 

        

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