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De Pierro, per gli italiani è un dovere civico votare sì al Referendum PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 10 Giugno 2011 21:13

Il presidente dell’Italia dei Diritti:Credo che solo un folle o un 'senza cervello', per dirla con il premier, o un direttamente interessato possano apporre una croce sul no per i quesiti proposti”

Roma - Domenica 12 e lunedì 13 giugno gli italiani dovranno recarsi alle urne per votare i quattro quesiti del referendum contro il legittimo impedimento, il nucleare e la privatizzazione dell’acqua pubblica. 

Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha così commentato l’evento: “Domenica prossima si gioca una partita molto importante per il futuro del nostro Paese e per testare la consistenza politica dell’attuale maggioranza che ha letteralmente messo in ginocchio l’intera Nazione, curando gli interessi di pochi e soprattutto del premier a danno della maggior parte dei cittadini.

Per gli italiani è un dovere civico primario recarsi alle urne per votare sì ai quattro quesiti proposti e soprattutto per raggiungere il quorum necessario affinché il risultato sia valido.

Il manipolo di politicanti aziendali che ci governa le ha provate tutte per far sì che le date fondamentali del 12 e 13 giugno passassero in sordina o che addirittura i quesiti venissero annullati, ma per fortuna credo che la coscienza degli elettori, anche in virtù dei risultati delle ultime elezioni amministrative, si stia riprendendo da un lungo torpore indotto da una propaganda mediatica senza precedenti.

Credo – continua il leader dell’Italia dei Diritti – che solo un folle o un 'senza cervello', per dirla con il premier, o un direttamente interessato possano apporre una croce sul no per i quesiti proposti che, ricordiamo, dovranno ribaltare gli effetti di alcune leggi partorite dall’incoscienza di chi ha sacrificato sull’altare di vari interessi in gioco il bene del Paese.

Infatti, a parte il trito e ritrito concetto del premier perseguitato dalla magistratura, a cui ormai non crede più nessuno, e che fa riferimento alla legge sul legittimo impedimento, con la favola di Berlusconi che per poter governare non può recarsi in tribunale, è veramente senza una logica, se non affaristica, inseguire il disegno nucleare senza invece investire sulle energie rinnovabili, come sarebbe certamente più giusto e più sicuro. Del resto rasenta i confini dell’assurdo anche il fatto che un bene comune e primario come l’acqua debba finire nella morsa speculativa di alcuni privati senza scrupoli.

Quindi – continua De Pierro – ribadiamo un sì per dire che la legge è uguale per tutti, anche per un presidente del Consiglio che da tempo si crede unto dal Signore e al di sopra di tutti gli altri. Un sì per dire che l’Italia ripudia il nucleare in quanto, alla luce soprattutto dei recenti avvenimenti consumatisi in terra nipponica, questo non è assolutamente sicuro e nessuna compagnia assicurativa si è mai sognata di stipulare una polizza per la copertura di eventuali danni derivati da incidenti alle centrali.

Dulcis in fundo dire sì per ribadire che l’acqua è un bene di tutti e non può assolutamente essere gestito da privati”.