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Franzoni, il giorno della verità PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 21 Maggio 2008 11:54

Attesa per il verdetto della Cassazione

Atto finale nel processo di Cogne. La Prima sezione penale della Cassazione deciderà sul destino di Annamaria Franzoni, condannata in appello a sedici anni, con la concessione delle attenuanti generiche, per l'omicidio del figlio Samuele Lorenzi. Se la Suprema Corte confermerà la condanna, per la Franzoni si apriranno le porte del carcere, se invece i magistrati di piazza Cavour accoglieranno il ricorso, dovrà ripetersi il processo d'appello.

 

La Franzoni ha deciso di non presentarsi in aula e di attendere il verdetto nella sua casa bolognese di Ripoli. Davanti ai magistrati ci saranno invece i suoi difensori, Paolo Chicco e Carlo Federico Grosso. I due si divideranno gli argomenti da sostenere davanti alla Suprema Corte e parleranno per circa tre ore. Poi la parola passerà all'avvocato generale Gianfranco Ciani e al consigliere relatore Emilio Gironi. Al momento non sono chiari i tempi entro cui si concluderà l'udienza. Il verdetto dovrebbe arrivare mercoledì sera, ma potrebbe anche slittare a giovedì.

Grosso, che riuscì a sorpresa a fare uscire dal carcere la Franzoni, riassumendo la difesa della "mamma di Cogne" in Cassazione ha affermato che nessuno può essere condannato se manca la prova certa della sua colpevolezza. "Una giuria può condannare solo se l'imputato risulta colpevole al di là di ogni dubbio - ha detto l'avvocato difensore -. Ma così non è stato". Nell'arringa, i legali della Franzoni insisteranno su questo punto e sul fatto che non c'è mai stata alcuna confessione o ammissione di responsabilità, nè da parte della diretta interessata nè da parte della sua famiglia.

Il professor Grosso nel suo discorso conclusivo punterà invece sulla mancanza del movente. "In corte d'assise d'appello è stata rifatta una perizia psichiatrica per capire se la Franzoni fosse inferma di mente. Se lo fosse stata, in qualche modo si sarebbe trovata una risposta a un omicidio tanto terribile. Non è stato così, perché la Corte non ha riconosciuto l'infermità mentale", ha spiegato.

La Franzoni è stata condannata a 16 anni di reclusione il 27 aprile 2007 dalla Corte d'Assise d'appello di Torino con l'accusa di avere ucciso, a Cogne, il figlioletto Samuele, il 30 gennaio 2002. In primo grado le erano stati inflitti 30 anni dal gip di Aosta, il 19 luglio 2004. Se la Cassazione confermerà la condanna in appello, la Franzoni andrà in carcere, se invece la Corte Suprema annullerà la sentenza, si procederà a un nuovo processo d'appello.

Fonte

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Maggio 2008 22:41