Parla Antonello De Pierro, in Basilicata porto il cuore e il rigore del nostro tribunale civico
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Il leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro racconta la genesi delle liste lucane tra memoria familiare e vigilanza democratica: "Il nostro metodo garantisce il buon governo anche dai banchi dell'opposizione. Castronuovo di Sant’Andrea? È l'omaggio alle mie radici più care"

Roma - Il movimento Italia dei Diritti–De Pierro si appresta a vivere le elezioni del 24 e 25 maggio come un punto di svolta storico. Non si tratta solo di numeri o di percentuali, ma di un’espansione territoriale che tocca corde emotive profonde, specialmente in Basilicata. In questa regione, dove i borghi sembrano scolpiti nella storia, il giornalista Antonello De Pierro ha deciso di scommettere su figure di fiducia e su un modello di controllo sociale che non ha eguali nel panorama italiano. Lo abbiamo incontrato per capire come si conciliano l’affetto per la terra dei padri e la fredda determinazione del "metodo De Pierro".
Presidente De Pierro, la presenza del suo movimento in Basilicata quest'anno sembra avere un sapore diverso, quasi intimo. Perché questa regione è così centrale per Lei?
"È una domanda che tocca le corde del mio cuore. La Basilicata è la terra che ha dato i natali ai miei genitori e rappresenta il mio Dna. Mio padre Vincenzo era di Roccanova, mia madre Lucia Salvati di Gorgoglione. Presentare le nostre liste qui non è una semplice operazione politica, ma un atto di restituzione verso una terra che ha forgiato i valori di rettitudine e onestà che cerco di trasporre ogni giorno nella mia attività pubblica. È un cerchio che si chiude, un ritorno alle origini per onorare la memoria di chi mi ha preceduto."
Tra i vari comuni, Castronuovo di Sant'Andrea ha un'importanza particolare. Ci spiega il legame con questo borgo?
"Castronuovo è un luogo dell’anima. È il paese natale di mia nonna paterna. Una donna che purtroppo non ho mai conosciuto, poiché è venuta a mancare giovanissima, quando mio padre aveva soltanto due anni. Castronuovo e Roccanova sono divise da pochissimi chilometri, meno di dieci minuti d’auto, ma unite da una storia familiare comune. Vedere il simbolo dell'Italia dei Diritti correre in quelle strade è per me una commozione profonda. Per questo ho voluto lì una candidata di assoluto spessore come Maira Nacar."
A proposito di Maira Nacar, lei ha scelto una giornalista, Sua storica collaboratrice, per guidare la lista a Castronuovo. È un segnale sulla qualità della classe dirigente che volete proporre?
"Assolutamente sì. Maira è una professionista che si è formata sotto la mia direzione a Radio Roma, dopo l'esperienza in Rai. Conosce il valore dell'inchiesta, del rigore e della verità. È la nostra segretaria provinciale di Napoli e il fatto che abbia accettato di correre in Basilicata dimostra la compattezza dei nostri quadri. Insieme a Luca Martone, che guida la lista dei consiglieri, forma un binomio di competenza e coraggio. Vogliamo portare a Castronuovo un modo di fare politica che non si piega ai compromessi locali."
Anche a Cersosimo e Craco avete schierato i vostri 'pezzi da novanta', come Corrado Fella e Nicola Martone. Qual è l'obiettivo in questi centri?
"Corrado Fella, nostro commissario straordinario per la Basilicata, sta facendo un lavoro straordinario. Ha già iniziato a denunciare il degrado delle strade provinciali, una piaga che isola i cittadini lucani. A Craco abbiamo Nicola Martone, un altro pilastro del movimento. Il nostro obiettivo è dimostrare che non esistono 'piccoli comuni' quando in gioco ci sono i diritti. Ogni cittadino, che viva in una metropoli o in un borgo di poche anime, merita lo stesso livello di attenzione e legalità."
Lei ha parlato spesso del "metodo De Pierro" e dell'opposizione ombra. Può spiegarci come funzionerà in Basilicata dopo il voto?
"Il nostro movimento agisce come un tribunale civico permanente. Il segreto del nostro successo è che noi vinciamo anche quando non eleggiamo consiglieri. Come? Attraverso l'opposizione ombra. In ogni comune dove siamo presenti, istituiamo un monitoraggio costante sugli atti amministrativi. Se un'amministrazione è virtuosa, saremo i primi a sostenerla. Se invece si muove nell'ombra dell'inefficienza o, peggio, dell'illegalità, saremo il loro incubo. Il 'metodo De Pierro' obbliga chi governa a farlo bene, perché sanno che noi non distogliamo mai lo sguardo. Di fatto, governiamo indirettamente imponendo la trasparenza."
Quindi l'elettore che vota Italia dei Diritti-De Pierro sa che il suo voto non andrà mai 'perso'?
"Esattamente. Il voto per noi è un mandato di vigilanza. Anche senza un seggio in aula, i nostri responsabili territoriali, come Fella o i Martone, continueranno a produrre istanze, a denunciare storture e a proporre soluzioni. In Basilicata saremo sentinelle implacabili. La politica tradizionale finisce il giorno dopo le elezioni; per noi, il lavoro duro inizia proprio in quel momento. Non daremo tregua a chi pensa che la cosa pubblica sia un affare privato."
Un'ultima battuta: cosa si aspetta di trovare la mattina del 26 maggio a Castronuovo?
"Mi aspetto di trovare una comunità che ha riscoperto l'orgoglio dei propri diritti. Ma al di là del risultato, sarò felice di sapere che in quel borgo, dove mia nonna ha mosso i primi passi, oggi c'è qualcuno che lotta per la legalità nel nome della famiglia De Pierro. È una vittoria che va oltre la politica; è una vittoria della memoria."
