Categoria: Le Interviste

Intervista ad Antonello De Pierro tra passione teatrale e battaglie civili

Dalla storica direzione di Radio Roma al sostegno per Geppi Di Stasio, il giornalista e leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro rivendica il valore politico della platea: “Il teatro deve smascherare i tabù e dare voce a chi combatte ogni giorno per i diritti del cuore”

Roma - In occasione della prima nazionale di "Figlio di famiglia" al Teatro delle Muse, abbiamo incontrato Antonello De Pierro. Il noto giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, da sempre in prima linea per la difesa della cultura e dei diritti civili, ci ha concesso una lunga riflessione sul ruolo sociale del teatro e sul suo storico legame con il mondo dello spettacolo romano, consolidatosi negli anni della sua direzione a Radio Roma. Un dialogo che spazia dall'analisi della pièce di Geppi Di Stasio alla necessità di abbattere i muri dell'indifferenza attraverso l'arma dell'ironia.

Presidente De Pierro, la sua presenza alla prima di "Figlio di famiglia" al Teatro delle Muse non è passata inosservata. Perché ha ritenuto fondamentale esserci, non solo come giornalista ma come figura di riferimento per i diritti civili?

"La mia presenza non è mai un atto formale, ma una testimonianza di coerenza. Credo fermamente che il teatro sia rimasto uno degli ultimi avamposti di libertà intellettuale nel nostro paese. 'Figlio di famiglia' tocca corde che molti preferiscono ignorare: il diritto universale ai sentimenti. Essere lì significa dire chiaramente che il movimento Italia dei Diritti sostiene chiunque utilizzi l’arte per scardinare pregiudizi. Geppi Di Stasio ha avuto il coraggio di portare sul palco ciò che spesso viene soffocato dai cavilli burocratici e io non potevo che essere al suo fianco in questa battaglia."

Intervista esclusiva, Antonello De Pierro rompe silenzio su elezioni Vicovaro 2026

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"A Vicovaro non cerchiamo poltrone, ma la restaurazione della verità giuridica. Lo strappo sui rifiuti è stato un azzardo sulla pelle dei cittadini. Il nostro candidato? Sarà lo scudo contro l’approssimazione"

Roma – Abbiamo incontrato Antonello De Pierro, giornalista e leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro, a margine di un evento istituzionale nella Capitale. Lo sguardo è quello di sempre: fermo, analitico, privo di sconti per chi ha trasformato la gestione della res publica in un esercizio di improvvisazione. In questa conversazione approfondita, De Pierro traccia la rotta del movimento per le imminenti elezioni di Vicovaro, smontando pezzo dopo pezzo le narrazioni della maggioranza decaduta e spiegando perché la coerenza, per lui, non è un'opzione, ma un dogma.

Presidente De Pierro, partiamo dal dato politico più discusso: l’Italia dei Diritti presenterà una lista a Vicovaro per le elezioni di maggio. Molti cittadini avrebbero voluto lei come candidato sindaco. Perché ha scelto di non correre in prima persona?

"Vede, la politica è un atto di responsabilità, non un catalogo di ambizioni personali. Io ho un patto d’onore con i cittadini di Roccagiovine, che mi hanno rieletto e ai quali devo la mia quotidiana dedizione. Onorare un mandato elettorale significa rispettare la sovranità popolare. Candidarsi ovunque ci sia uno spiraglio di visibilità è un costume che lascio volentieri ad altri. Tuttavia, Vicovaro è per noi una priorità assoluta perché lì si è consumata una ferita istituzionale che sa di approssimazione. Il nostro movimento non è un 'uomo solo al comando', ma un laboratorio di legalità. Presenteremo un candidato che sarà l’espressione diretta del nostro rigore, una figura che non deve imparare il mestiere, ma che lo applicherà dal primo minuto per sanare i disastri del passato."

Intervista ad Antonello De Pierro, la cultura come motore di libertà e l'impegno per Gaia Zucchi

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Il leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro racconta la genesi del sostegno al best-seller "La vicina di Zeffirelli", il legame con l'attrice romana e l'importanza della partecipazione nel progetto di valorizzazione culturale del movimento

Roma - In un panorama politico spesso arido di contenuti ideali, Antonello De Pierro continua a tracciare una rotta controcorrente, dove la tutela dei diritti civili cammina di pari passo con la promozione della bellezza e del talento. La serata allo Sporting Club Due Ponti non è stata solo una passerella di volti noti, ma il culmine di un percorso di sostegno iniziato mesi fa, quando il presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro ha intravisto nel racconto di Gaia Zucchi un potente strumento di emancipazione e verità. In questa intervista esclusiva, il giornalista romano svela i retroscena di questo sodalizio artistico, commentando il successo dell’evento e la presenza di ospiti d’eccezione che hanno condiviso con lui questa visione

Presidente De Pierro, partiamo dalle radici. Lei ha creduto nel libro di Gaia Zucchi, "La vicina di Zeffirelli", quando era ancora solo un manoscritto o poco più che un'idea. Cosa ha visto in quelle pagine prima ancora degli editori e del grande pubblico?

"Ho visto l'anima di una donna che non ha paura di mostrarsi nuda nelle sue fragilità e nella sua forza. Conosco Gaia da tempo, ne ho sempre seguito la carriera e la coerenza artistica. Quando mi ha parlato del progetto, ho percepito immediatamente che non si trattava della solita biografia patinata, ma di un atto di ribellanza gentile. In un mondo di popolarità 'usa e getta', Gaia ha scelto la via della verità. Come leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro, ho sentito il dovere morale di sostenere un'opera che celebra la cultura italiana attraverso il ricordo di un gigante come Zeffirelli, visto con gli occhi di una 'guerriera' dei nostri tempi."

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