Attualità e Cronaca
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Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro attacca frontalmente il vicepresidente del gruppo azzurro alla Pisana dopo le frasi sul presunto "atto sovversivo": "Chieda scusa e si dimetta. Intanto valutiamo il ricorso per l'annullamento del voto: il nostro comizio impedito ha falsato il risultato"


Roma – Non si placa la bufera politica all’indomani delle consultazioni amministrative di Vicovaro. A innescare una reazione durissima da parte di Antonello De Pierro, leader del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, sono le recenti dichiarazioni del consigliere regionale del Lazio e vicepresidente del gruppo di Forza Italia alla Pisana, Marco Colarossi. Quest'ultimo, nel festeggiare la vittoria di Nello Crielesi, ha definito "atto sovversivo" quanto accaduto lo scorso anno, con un riferimento sibillino che parrebbe colpire il ricorso presentato dall'opposizione a seguito del quale il Consiglio di Stato annullò le precedenti elezioni.
L’affondo di De Pierro, democrazia calpestata
"Le affermazioni di Marco Colarossi sono di una gravità inaudita e di una pericolosità istituzionale senza precedenti", esordisce Antonello De Pierro. "Colarossi non è un cittadino che discetta al bancone di un bar, ma un rappresentante della Regione Lazio che parla in veste ufficiale per Forza Italia. Definire 'sovversivo' l'esercizio di un diritto costituzionale, come quello di adire la giustizia amministrativa a fronte di irregolarità acclarate, significa ignorare i rudimenti dello Stato di diritto".
De Pierro utilizza un’analogia sferzante per sottolineare l’assurdità giuridica e costituzionale della tesi di Colarossi: "Seguendo questo ragionamento distorto, dovremmo considerare 'sovversiva' una donna che denuncia uno stupro o una vittima di rapina che si rivolge all'autorità giudiziaria? È aberrante. Chiedo formalmente le dimissioni immediate di Colarossi e le sue scuse pubbliche ai corpi collettivi".
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Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro colpito al volto da un cittadino vicovarese dopo aver parcheggiato davanti ai un bar. Dopo l'interruzione del comizio a Vicovaro lo Stato fallisce ancora la protezione di un soggetto a rischio

Roma - La lunga scia di tensioni che ha accompagnato la campagna elettorale nella Valle dell’Aniene è culminata, nel tardo pomeriggio di lunedì 25 maggio, in un’aggressione fisica brutale ai danni di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro. Un pugno alla mandibola, sferrato con modalità che ricordano le imboscate più buie della cronaca politica, ha trasformato il giorno del verdetto delle urne in una pagina di cronaca nera.
La dinamica, un’aggressione a freddo
Tutto avviene a pochi minuti dalla proclamazione del sindaco di Percile, Claudio Giustini. De Pierro, dopo essersi congratulato con il primo cittadino, si allontana dal seggio in compagnia di Luca Hammad, candidato sindaco nelle file del movimento e appena proclamato consigliere comunale per la lista dell'Italia dei Diritti-De Pierro. I due decidono di recarsi al bar "Il Chiosco", a poche centinaia di metri di distanza, per un breve momento di ristoro prima che il leader prosegua il tour verso Vicovaro e Anguillara Sabazia.
È qui che scatta l'agguato. Appena De Pierro parcheggia la propria autovettura, un uomo identificato come un cittadino residente a Vicovaro si scaglia contro l’auto del giornalista. Non c’è spazio per il dialogo: l’aggressore, spinto da un livore legato all’esito del voto inizia a urlare e inveire accusandolo non si comprende bene di quali colpe. Prima ancora che De Pierro possa scendere dal veicolo, l'uomo colpisce ripetutamente attraverso il finestrino aperto. De Pierro riesce a parare i primi fendenti con il braccio, ma un ultimo colpo raggiunge con violenza la mandibola, scuotendo il leader del movimento mentre è ancora bloccato nel sedile di guida.
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La crescente attenzione verso la sicurezza e la necessità di ottimizzare i tempi nei cantieri hanno incrementato la richiesta di attrezzature per il sollevamento di persone e materiali. Operare in quota non è più un'attività lasciata all'improvvisazione, ma un compito regolato da standard che impongono l'utilizzo del mezzo idoneo per ogni circostanza.
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Oggi più che mai, alleggerire il peso delle bollette è diventato un pensiero fisso per tantissime famiglie, soprattutto a causa di un mercato dell'energia che sembra non fermarsi mai. Spesso ci si limita a subire passivamente l'importo indicato in bolletta, ignorando che una gestione consapevole e una conoscenza minima dei meccanismi di mercato possono generare un beneficio concreto e duraturo. Risparmiare non significa solo ricordarsi di spegnere le luci, ma imparare a guardare la propria casa con occhi nuovi, comprendendo che ogni abitazione possiede un profilo di consumo unico. Questo profilo è influenzato dal numero di elettrodomestici, dalle abitudini di chi ci vive e dall'efficienza degli impianti: tutti elementi che vanno analizzati con attenzione prima di decidere di cambiare il proprio contratto energetico.
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Piazza San Pietro lasciata al caos veicolare e alla violenza verbale. La candidata Maria Celentano costretta al silenzio dall'impossibilità oggettiva di parlare e dal trauma emotivo. Antonello De Pierro: "Stato assente, presenteremo esposti ovunque"

Vicovaro – In una serata che avrebbe dovuto celebrare l’ultimo appello al voto prima delle amministrative del 24 e 25 maggio, piazza San Pietro a Vicovaro si è trasformata giovedì 21 maggio in un palcoscenico dell’assurdo. Quella che doveva essere la chiusura della campagna elettorale del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, a sostegno della candidata sindaco Mariacarmela (Maria) Celentano, è scivolata in una spirale di disordine, negligenza istituzionale e minacce, culminando nel silenzio forzato della stessa candidata.
Il "muro di gomma" della burocrazia
Tutto inizia con un paradosso amministrativo. Nonostante un’ordinanza firmata dalla commissaria prefettizia Laura Mattiucci, la quale regge il comune dopo l’annullamento delle precedenti elezioni da parte del Consiglio di Stato, disponesse la chiusura della piazza con divieto di sosta e transito dalle 17:00 alle 21:00, la realtà è stata diametralmente opposta.
Mentre gli esponenti del movimento, aperti dall’intervento di Danilo Barbuto, responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale e Circoli e candidato capolista, tentavano di rivolgersi ai cittadini, le auto hanno continuato a sfrecciare tra gli oratori e a parcheggiare "bellamente" in un’area priva di transenne e, soprattutto, priva di un solo agente della Polizia Locale. Un’ordinanza rimasta "carta morta", un guscio vuoto che ha esposto candidati e pubblico a rischi oggettivi per l’incolumità fisica.
Il ritorno del pericolo, De Pierro nel mirino
La tensione è deflagrata quando ha preso la parola il presidente del movimento, Antonello De Pierro. giornalista d'inchiesta e volto noto per le sue battaglie contro la criminalità organizzata (celebre l’aggressione subita anni fa da Armando Spada nel feudo di Ostia), De Pierro si è trovato a fronteggiare un’azione di disturbo coordinata.
Dalle retrovie e dai margini della piazza, voci di contestazione e intimidazioni hanno squarciato il discorso politico. Un clima d'odio che, in assenza totale di forze dell'ordine nei primi quaranta minuti, ha alimentato il timore di un’aggressione fisica imminente. "È normale tutto questo?" si è chiesto con forza De Pierro dal palco, interrompendo il filo programmatico per denunciare l’abbandono istituzionale.