Il leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, storica voce di Radio Roma e direttore di Italymedia.it, celebra il successo del regista amico tra icone come Mita Medici e l'amica del cuore Adriana Russo, riaffermando il suo impegno di sempre per la cultura e il cinema italiano

Roma – Non è stata solo una proiezione cinematografica, ma un vero e proprio manifesto di resistenza culturale quello andato in scena l’altra sera nella prestigiosa sala dell’Anica a Roma. Il regista Pierfrancesco Campanella ha presentato il suo ultimo docufilm, "C’era una volta il beat italiano", davanti a un parterre de rois dove a svettare, per carisma e peso istituzionale, è stato Antonello De Pierro, presidente del movimento politico Italia dei Diritti - De Pierro.

Un’alleanza nel segno della cultura e della libertà

Il legame tra De Pierro e Campanella non è solo una profonda e storica amicizia personale, ma un sodalizio intellettuale che trova linfa vitale sulle colonne di Italymedia.it, la testata diretta da De Pierro dove il regista cura con successo una seguita rubrica. Una sinergia che affonda le radici negli anni d'oro di Radio Roma, di cui De Pierro è stato voce storica e direttore, e dove Campanella è stato più volte ospite d’onore in trasmissioni che hanno fatto la storia dell’emittenza capitolina.

Oggi, quella stessa caparbietà nel difendere il cinema Made in Italy e l’identità culturale del nostro Paese, Antonello De Pierro la sta portando con forza sul fronte politico alla guida di Italia dei Diritti - De Pierro. La sua presenza all'evento è il sigillo di una battaglia mai interrotta contro l'appiattimento culturale, a favore di un'arte che, come il Beat raccontato da Campanella, sappia essere rivoluzionaria, giovane e orgogliosamente libera.

Flash e sorrisi, le icone accanto al leader

L’obiettivo dei fotografi ha immortalato a lungo De Pierro in momenti di grande intensità e complicità. Particolarmente significativi gli scatti con la splendida Mita Medici, icona di una generazione che ha abbattuto gli stereotipi di genere. Tra il leader del movimento per i diritti e la "ragazza del Piper", simbolo del femminismo nascente, l'intesa è apparsa immediata, uniti dalla comune consapevolezza di quanto la cultura possa incidere sul mutamento sociale.

Ma il momento di più alta emozione è stato l’incontro con Adriana Russo. L'attrice, legata a De Pierro da un rapporto fraterno che la rende a tutti gli effetti la sua "amica del cuore", ha condiviso con lui i commenti a caldo su un’opera cinematografica che ha saputo evitare la trappola della nostalgia per abbracciare un’ironia sagace e moderna.

Un parterre d'eccezione per una scommessa vinta

Nonostante le assenze giustificate di Don Backy e Luca Verdone, la sala era gremita di eccellenze: da Rosanna Fratello a Donatella Moretti, passando per esperti come Franco Mariotti e  Fernando Fratarcangeli, il super investigatore Antonio del Greco, la nota genetista Marina Baldi, il docente universitario Fabio Melelli, i produttori Giannandrea Pecorelli e Angelo Bassi, le attrici Barbara Scoppa, Ottavia Fusco Squitieri, Mirella D’Angelo, Maria Teresa Di Bari, Nadia Bengala e Ornella Giusto, i critici Graziano Marraffa e Luca Biscontini, il criminologo Gino Saladini, il distributore Luca Di Silverio, gli organizzatori Antonio Flamini e Rosella Piergentili, la regista Angelica Gallo e il musicista Eugenio Tassitano.

Mentre la Parker Film di Sergio De Angelis (rappresentata in sala da Monica Vitiello, Rossana Ruscitti e Roberta Pennacchi) incassava gli unanimi consensi per il coraggio artistico di Campanella, capace di raccontare un'epoca senza abusare di filmati d'archivio o hit scontate, Antonello De Pierro ribadiva la sua missione: sostenere il talento puro e la creatività italiana.

Per l'Italia dei Diritti - De Pierro, la serata dell'Anica non è stata solo una celebrazione del cinema, ma la conferma che la politica, quando sposa l'arte e la verità, torna finalmente a parlare al cuore dei cittadini.

(Foto di Giancarlo Fiori)