Il riconoscimento della libertà creativa contro il conformismo di scuderia, trionfa alla Casa del Cinema il premio "Sergio Pastore"
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Giunta alla sua quinta edizione, la manifestazione intitolata allo storico regista e giornalista consacra l'indipendenza dell'arte, la coerenza del pensiero e il coraggio di chi rifiuta le logiche omologanti del sistema

di Antonello De Pierro
Roma - In un contesto mediatico e culturale drammaticamente imbarbarito, sottomesso a direttive d'ingranaggio e avvilito da logiche di bottega che tentano quotidianamente di soffocare il libero pensiero, esiste ancora una trincea d'incompromettibile dignità in cui l'arte riconquista il suo significato primigenio. Una trincea presidiata con fierezza da chi fa della coerenza, dell'autonomia e della libertà d'espressione la propria irrinunciabile ragione di vita. È in questo solco di limpida resistenza che si è consumata il l'altra sera, nella cornice monumentale della Casa del Cinema di Roma, la quinta edizione del Premio Cinema Indipendente “Sergio Pastore”.
L'evento, nato per far risplendere l'eredità morale e professionale di un figura emblematica del nostro cinema e del giornalismo d'assalto come Sergio Pastore, non ha rappresentato un semplice passaggio di passerella o una sterile liturgia di costume, bensì un solenne, viscerale atto d'accusa contro l'omologazione imperante. Una kermesse d'alta caratura intellettuale, intessuta di memoria, cinema, informazione e profonda passione civile, che ha riaffermato senza mezze misure il diritto inalienabile di autori, interpreti e sceneggiatori alla tutela dell'integrità del pensiero.
A dare l'avvio a questa intensa giornata di confronto e riscatto è stata la proiezione del cortometraggio-documentario "Sergio Pastore, un ammirevole indipendente”, già anticipato presso la Sala del Carroccio in Campidoglio,, un'opera doverosa per ripercorrere l'itinerario umano e artistico di un uomo che non si è mai piegato ai compromessi di scuderia. La serata, retta con maestria, grazia e impeccabile direzione artistica dal soprano e attrice Sara Pastore, si è poi snodata tra momenti d'altissimo valore emotivo, con le proiezioni del corto “The War” (dedicato alla memoria dell'indimenticato Corrado Solari) e del documento storico “Francesco Da Paola, il taumaturgo della Calabria”.
Straordinaria e vibrante la presenza delle istituzioni e dei punti di riferimento del panorama culturale: dai saluti dell'on. Yuri Trombetti, presidente della Commissione Patrimonio di Roma Capitale, al commosso ricordo affidato alla figlia Laura Pastore, custode strenua di una memoria che è patrimonio collettivo. A fare da splendida madrina a questa quinta edizione è stata un'icona del nostro patrimonio cinematografico come Ida Di Benedetto, insignita della targa della Regione Lazio alla carriera per mano dell?on. Giorgio Simeoni, presidente della Commissione Giubileo. Una staffetta d'eccellenza che raccoglie l'eredità delle madrine delle scorse edizioni, da Milena Vukotic a Giovanna Ralli, da Valeria Fabrizi a Liana Orfei.

Sotto l'autorevole presidenza di Franco Mariotti, vicepresidente del Sindacato Giornalisti Cinematografici Italiani, e il coordinamento di Graziano Marraffa, (presidente dell'Archivio Storico del Cinema Italiano, il palmarès della manifestazione ha inteso premiare il merito puro, la qualità non asservita e il talento vero. Tra i riconoscimenti speciali spiccano i nomi di mostri sacri e pilastri della nostra cultura come Pippo Franco, Miranda Martino, Giuseppe Pambieri, Lorenzo Flaherty, il presidente della Film Commission Calabria Anton Giulio Grande e Gianni Mammolotti.

Di primissimo ordine anche il presidio riservato al giornalismo e all'autorialità d'inchiesta, con un board 2026 che schiera firme ed eccellenze del calibro di Enrico Mentana, Salvo Sottile, Piero Chiambretti, Manuela Moreno, Michele Bovi, Fabrizio Casinelli, Alessio Gallicola de Il Tempo, Franco Montini de La Repubblica, Claudio Trionfera, Filippo Mauceri, Antonio Fugazzotto, Lisa Bernardini e Lucia Di Spirito.
Un'articolazione critica rigorosa che ha decretato la vittoria del maestro Fabio Frizzi per la Musica per Film, il premio alla carriera al maestro Mario Brenta e il doveroso omaggio alla memoria di Mario Canale. E ancora: il premio Opera Prima assegnato a “Noi e Nina” di Evelina Manna e Sacha Ippoliti; la sezione Docufilm a “Mimì, tutti ne parlano, io l'ho conosciuta” di Gianfrancesco Lazotti e a “La rosada e l'ardilut” di Roberta Cortella; i riconoscimenti per i documentari a “Maledetti vegani” di Fabrizio Gammardella e “L'ultimo spettacolo” di Andrea Morabito; la vittoria tra i corti di “I fantastici 4x2” di Ermete Labbadia e, per i lungometraggi, di “Finale: Allegro” di Emanuela Piovano. Riconoscimenti estesi anche alle trincee dell'editoria libera con la Armando Curcio Edizioni, rappresentata dal'ottima direttrice editoriale Anna Gentilini, e Il Papavero, con la presenza della giovanissima editrice Martina Bruno e di Pier Ernesto Irmici, fondatore e direttore della collana "Orme della Libertà, premiata nell'occasione.

La manifestazione, arricchita dai premi speciali “Omero Bordo”, dalle preziose litografie del maestro Ennio Tirabassi e dal suggestivo CineVernissage curato dall'architetto. Renato Maria Nisticò, ha vissuto il suo vertice emotivo nel ricordo del poeta e critico Plinio Perilli, rievocato dalla sorella Valeria Perilli.
Di fronte a una platea gremita di personalità di primo piano, da Giucas Casella a Mita Medici, da Eleonora Cecere a Luigi Galdiero, per continuare con Lino Patruno, Pierfrancesco Campanella, Feliciana Di Spirito, l'attrice Laura Allegrini e tanti altri, nonché impreziosita dagli interventi musicali del sassofonista Pierluigi Celico, il premio dedicato alla figura di Sergio Pastore ha chiuso i battenti riaffermando un principio per noi non negoziabile: la libertà espressiva e l'autonomia culturale non sono merci da baratto, ma pilastri fondamentali su cui continuare a batterci con inflessibile tenacia. La nostra battaglia civile contro la sciatteria e il servilismo troverà sempre in queste piazze d'indipendenza il suo naturale, inespugnabile bastione.
(Foto di Giancarlo Fiori)

































