Addio a Enrica Bonaccorti, se ne va un’anima nobile, paladina dei diritti e amica sincera
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Dalle storiche frequenze di Radio Roma alle battaglie per il pronto soccorso veterinario gratuito, il ricordo commosso di un sodalizio umano e professionale fondato sull'amore per gli "ultimi" e su un legame indissolubile che supera il tempo

di Antonello De Pierro
Roma - Il cuore si stringe in una morsa di dolore profondo mentre la notizia della scomparsa di Enrica Bonaccorti rimbalza gelida nelle redazioni. Non se ne va soltanto un’icona della televisione italiana, una professionista dall’eleganza rara e dalla cultura sterminata; per me, e per tutto il mondo che ruota attorno alla storica esperienza di Radio Roma e di Italymedia.it, se ne va un pezzo di vita, una compagna di battaglie civili che ha saputo dare voce a chi voce non ha.
Ricordo come fosse oggi quel pomeriggio in via Sistina. Enrica, con la grazia che la contraddistingueva, aprì le porte della sua casa a me e ai miei collaboratori. Mentre la giornalista Patrizia Notarnicola raccoglieva le sue parole e l’obiettivo del fotografo catturava la sua luce, emerse con forza la statura morale di una donna che non faceva televisione per vanità, ma per missione. In quell'intervista, Enrica parlò di una "convivenza lunga seimila anni" tra uomini e animali, citando Gandhi con una naturalezza che solo chi vive i valori sulla propria pelle possiede.
Enrica è stata molto più di un'ospite frequente nelle mie trasmissioni quando dirigevo Radio Roma. È stata il volto e il cuore pulsante della nostra crociata per l’istituzione di un pronto soccorso veterinario gratuito nella Capitale. In un’epoca in cui molti si limitavano a sorrisi di circostanza, lei era in prima linea, agguerrita, decisa a scuotere le coscienze contro l'orrore dell'abbandono. I suoi spot di sensibilizzazione, che facevo trasmettere incessantemente sulle nostre frequenze, non erano semplici messaggi pubblicitari: erano grida di civiltà.
Non potrò mai dimenticare la serata magica al Neutra (l’ex Ciak Dance di Antonio Caruzzi). Festeggiavamo il mio compleanno, sì, ma il vero regalo fu vedere Enrica circondata da giganti come Arnoldo Foà, Carlo Croccolo e Silvio Spaccesi. In quel "muro umano" di partecipazione, la sua voce risuonò nitida tra gli applausi, unendo la politica — rappresentata allora dall'on. Monica Cirinnà e dall'on. Gigliola Brocchieri — allo spettacolo più nobile. Vedere Enrica battersi fianco a fianco con noi per il diritto alla cura dei nostri amici a quattro zampe è stata una delle lezioni professionali e umane più alte del mio percorso.
Oggi piango la professionista impeccabile che sapeva dialogare con i grandi e carezzare gli ultimi. Piango l'amica che sosteneva il mio impegno con Italia dei Diritti ancor prima che il movimento prendesse il suo nome attuale, riconoscendo in me quella stessa "follia" costruttiva volta al bene comune.
Ma il dolore di queste ore non spegne la luce di ciò che abbiamo costruito insieme. Sento che tra noi resta un legame che non muore mai, un filo invisibile ma d'acciaio che unisce il mio percorso carrieristico alla sua straordinaria umanità. È una connessione che supera il confine della cronaca e si fa storia, alimentata da quegli ideali di protezione verso i più deboli che abbiamo condiviso in ogni intervista, in ogni spot radiofonico, in ogni serata di gala finalizzata al bene.
Cara Enrica, ti immagino ora in un prato infinito, circondata dal tuo amato Golfino, da Billa e da tutti quegli esseri viventi a cui hai regalato dignità. Il tuo ricordo rimarrà scolpito indelebilmente nelle pagine di Italymedia e nel mio cuore, come un'eredità di coraggio che continuerò a onorare. Grazie per aver camminato al mio fianco. La terra ti sia lieve, paladina gentile.