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Mentre i leader nazionali faticano a mantenere l'engagement, il presidente di Italia dei Diritti - De Pierro consolida un seguito straordinario, diventando l’amministratore locale più influente d’Italia
Roma - In un panorama politico italiano sempre più frammentato, dove la visibilità sembra essere un privilegio riservato a chi occupa le poltrone del Parlamento o i salotti dei talk show, emerge un fenomeno che scardina le regole della comunicazione tradizionale. È il caso di Antonello De Pierro, giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, la cui ascesa digitale sta riscrivendo le gerarchie del consenso online nel 2026.
Numeri da Top 50 nazionale
I dati parlano chiaro: con oltre 260.000 follower sulla sua pagina Facebook ufficiale, De Pierro si è stabilmente posizionato a ridosso della Top 50 dei politici italiani più seguiti. Un traguardo che lo vede competere direttamente con ministri, ex premier e segretari di partiti storici. Ma c'è un primato che colpisce ancora di più: De Pierro è oggi l’amministratore locale più seguito d’Italia. Nonostante la sua operatività istituzionale sia radicata nel territorio della Valle Ustica e dell'Aniene, la sua voce risuona a livello nazionale, superando spesso, per trend di crescita giornaliero, "giganti" come Matteo Salvini o Giuseppe Conte.
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Mentre i leader dei partiti tradizionali faticano a mantenere l'engagement, il giornalista romano consolida il sorpasso su Tajani e Fratoianni. Una crescita organica che trasforma la denuncia territoriale in consenso nazionale e scuote i palazzi della politica

Roma – Non è più solo un’avvisaglia, ma un consolidato terremoto nelle gerarchie della comunicazione politica italiana. I dati ufficiali estratti dalla piattaforma Politica su Facebook confermano un traguardo che sta facendo tremare i palazzi del potere romano: la pagina ufficiale di Antonello De Pierro, leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, ha ufficialmente superato la soglia dei 260.000 follower.
Un numero che, contestualizzato nel panorama attuale, racconta una storia di sorpassi clamorosi e di una nuova forma di consenso "dal basso".
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Il giornalista presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro e già direttore e voce storica di Radio Roma rinnova il suo ultradecennale impegno a sostegno della cultura, salutando il ritorno in scena della coppia Oppini-Ammendola in una commedia che scava tra i successi e le solitudini dell'animo umano

Roma - Il sipario del teatro Golden si è alzato su una delle pagine più intense della stagione teatrale romana, e in prima fila, a testimoniare un legame mai interrotto con le eccellenze artistiche del Paese, non poteva mancare Antonello De Pierro. Il giornalista presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro ha preso parte alla "prima" di “C’eravamo tanto odiati”, la nuova commedia scritta e diretta da Pino Ammendola, prodotta dalla Maximo Event di Nicolò Innocenzi.
Ad accompagnare il leader del movimento era presente la nota astrologa e pittrice Rita Belpasso, vice responsabile dell'Italia dei Diritti - De Pierro per Guidonia Montecelio. La presenza della delegazione sottolinea, ancora una volta, la missione politica e sociale del movimento: considerare la cultura non come un bene di lusso, ma come un diritto fondamentale del cittadino, uno strumento di analisi critica necessario per comprendere le complessità del nostro tempo.
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Per l'imprenditore o il professionista italiano, mantenere un aspetto vitale e curato è diventato parte integrante del proprio "personal branding". In questo contesto, nessun altro intervento è più sollecitato dagli uomini dal trapianto di capelli. Questa chirurgia ha smesso di essere vista come una tabù per trasformarsi in un investimento ad alto rendimento, guidato da eccellenze mediche con cliniche di alta qualità sia in Italia che in Turchia.
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Il leader dell'Italia dei Diritti - De Pierro denuncia l'inefficacia della nuova norma: "Inutile inasprire le pene quando il sangue è già versato. Senza supporto psicologico obbligatorio la legge resta solo un'ipocrisia per lavarsi la coscienza"

Roma - La recente introduzione della Legge 181/2025, che ha istituito l’art. 577 bis del Codice Penale rendendo il femminicidio un reato autonomo, doveva rappresentare nelle intenzioni del legislatore la svolta decisiva. Eppure, per chi da anni presidia il fronte della tutela dei diritti e della sicurezza sociale, questa norma appare come l’ennesimo castello di carte costruito su una visione meramente punitiva e tardiva.
A guidare questa critica serrata è Antonello De Pierro, giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, che già in passato, ospite di prestigiose kermesse dedicate all'universo femminile, talvolta nobilitate dalla presenza di icone del cinema e dell'impegno civile come Maria Grazia Cucinotta e Adriana Russo, aveva denunciato l’insufficienza dell’Art. 612 bis sullo stalking. Oggi, di fronte al nuovo assetto normativo, la sua analisi si fa ancora più tagliente: la nuova legge è pressoché inutile e non ridurrà la tragica contabilità delle vittime.