Editoriali

Mentre il fango del trash e le logiche clientelari dei palazzi romani tentano di soffocare il merito, l’attrice capitolina si erge a baluardo di una cultura che non abdica, trasformando il dolore del passato e il legame con Zeffirelli in un manifesto di inossidabile resilienza artistica

di Antonello De Pierro

Roma - C’è un’immagine che spesso affiora, nitida e dirompente, nell’archivio mnemonico di chi, come il sottoscritto, ha fatto della coerenza intellettuale e della militanza culturale un vessillo inespugnabile: è il volto di Gaia Zucchi. Non una semplice interprete, ma un’entità artistica poliedrica che si staglia con prepotenza nel panorama, troppo spesso asfittico e desertificato, dello spettacolo italico. In un’epoca dominata dal fragore assordante della vacuità, dove il talento viene sistematicamente sacrificato sull’altare del populismo televisivo e delle "marchettopoli" di regime, la figura di Gaia emerge come una perla rara, incastonata nel fertile giardino della qualità.

Dalle storiche frequenze di Radio Roma alle battaglie per il pronto soccorso veterinario gratuito, il ricordo commosso di un sodalizio umano e professionale fondato sull'amore per gli "ultimi" e su un legame indissolubile che supera il tempo

 

di Antonello De Pierro

Roma - Il cuore si stringe in una morsa di dolore profondo mentre la notizia della scomparsa di Enrica Bonaccorti rimbalza gelida nelle redazioni. Non se ne va soltanto un’icona della televisione italiana, una professionista dall’eleganza rara e dalla cultura sterminata; per me, e per tutto il mondo che ruota attorno alla storica esperienza di Radio Roma e di Italymedia.it, se ne va un pezzo di vita, una compagna di battaglie civili che ha saputo dare voce a chi voce non ha.

Ricordo come fosse oggi quel pomeriggio in via Sistina. Enrica, con la grazia che la contraddistingueva, aprì le porte della sua casa a me e ai miei collaboratori. Mentre la giornalista Patrizia Notarnicola raccoglieva le sue parole e l’obiettivo del fotografo catturava la sua luce, emerse con forza la statura morale di una donna che non faceva televisione per vanità, ma per missione. In quell'intervista, Enrica parlò di una "convivenza lunga seimila anni" tra uomini e animali, citando Gandhi con una naturalezza che solo chi vive i valori sulla propria pelle possiede.

E'davvero una triste serata. Avevo appena visto la partita della Roma, ma la tristezza questa volta non è stata dettata dal risultato deludente dell'incontro, che per la prima volta da tifoso è passato quasi sottotono.

Tanti volti noti hanno invaso il Gilda di Roma per tributare il doveroso omaggio alla splendida showgirl

Roma – Con l'avvicinarsi dell'estate, cresce inevitabilmente la voglia di mettersi in forma, non solo faticando ore in palestra, ma anche e soprattutto concedendosi qualche momento di piacevole svago all'insegna del benessere e del relax.

E'davvero una triste serata. Avevo appena visto la partita della Roma, ma la tristezza questa volta non è stata dettata dal risultato deludente dell'incontro, che per la prima volta da tifoso è passato quasi sottotono. Lo sconforto mi ha invaso quando ho appreso l'incredibile notizia della scomparsa del collega Eolo Capacci e soprattutto dello storico tifoso Fabrizio Carroccia, detto "Er Mortadella".

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